Nel cuore della Pescara vecchia arriva il gioiello dallo stile “Romito” dello chef Roberto Mastrocola

Pescara. Mastro di nome e di professione! Il nuovo angolo di alta ristorazione tutta made in Abruzzo porta la firma di Roberto Mastrocola, ventiquattrenne di Francavilla al mare, che il cibo ce l’ha tatuato sin da piccolo. E poi quel Niko Romito che riesce a far innamorare della cucina di qualità anche gli animi più introversi. Insomma un altro Niko boys pronto a far parlare di sé ma soprattutto a far mangiare l’Abruzzo. Laddove sorgeva la Cantina di Jozz nella Pescara vecchia, dal 9 agosto chi passerà per Via delle Caserme mangerà da Mastro cibo e cucina. Da un baccalà cotto a bassa temperatura, tarassaco, crema di ceci e pomodori confit. si può ordinare anche dell’ottima papera, insomma un ininterrotto e perseverante sguardo ai sapori di mare e di terra. Allora entro nel grande arco d’ingresso percorso da piante rampicanti e ad accogliermi lo Chef Roberto, mamma e sorella, profumo di casa, voglia di sedersi e scoprire che dietro ogni piatto c’è una storia, la storia di Roberto, la storia della nostra terra.

  • Quale è stata la tua formazione?

Ho frequentato il corso di Cucina Italiana Professionale nel 2013, ho partecipato all’ inaugurazione SPAZIO Rivisondoli e poi sono entrato a far parte come stageur nella brigata del Reale. Una breve esperienza a Londra e il lancio di SPAZIO Milano. Sicuramente è con Niko che la mia passione è venuta fuori in maniera più decisa.

  • Cosa ami della cucina di Niko Romito?

La cucina di Romito è personale, unica e inimitabile. Non si possono non riconoscere l’autenticità e l’essenzialità dei prodotti selezionati. Gira attorno a pochissimi elementi per creare un piatto.

  • Quale è la filosofia del tuo Mastro?

Ancora da plasmare ma sicuramente fondamentale è l’attenzione che dedico alle materie prime. Ho ancora tanto da imparare su quello che la natura ci offre. I produttori migliori sono quelli che non si conoscono. Il mio input prima di iniziare è stato proprio quello di mangiare in ristoranti storici, da chi il territorio lo conosce bene da generazione e da lì partire e saziare la mia sete di conoscenza.

  • Cosa raccontano i tuoi piatti?

Qui entra in gioco la mia esperienza da Niko: per me il cliente deve riconoscere in modo netto tutti i sapori.

  • Cosa si trova nel menu di Mastro?

Sul menu si trova una selezione importante di salumi, formaggi e latticini, piatti di mare e di terra a volti accostati all’interno dello stesso piatto come nel caso del “Fusillone con pomodoro candito, stracciata e battuta di scampi”. Ma mi piacerebbe introdurre il tagliere dei formaggi come concetto di dessert perché la maggior parte lavorati a latte crudo.

  • Il piatto di punta?

Il tortello ripieno di ricotta di pecora con fonduta all’esterno di Canestrato di Castel del Monte, pepe, limone e menta. L’esplosione di sapore della ricotta di pecora, accostato al Canestrato, uno stagionato delicato che non copre la ricotta e che la scorsa di limone va a sgrassare è quello che si racchiude in questo piatto, un piatto semplice ma con prodotti di qualità. Questa la strada che voglio seguire.

  • Come vedi la cucina del futuro in Abruzzo?

Spero ci sarà un attaccamento meno morboso alla tradizione e si voglia sperimentare anche sul cibo.

  • Quale è il segreto per farsi conoscere e vincere la concorrenza?

Voglia, passione e dedizione ma soprattutto fare le cose con convinzione.

  • 3 parole che racchiudono l’essenza della cucina.

Qualità, emozione, benessere.

  • Sogni le stelle Michelin?

Non ci penso in nessun modo, è una parola che viene molto abusata. Quello dello chef è un lavoro in cui bisogna prima dimostrare.

@baldaroberta