Conti ucciso da un solo colpo. Si era licenziato dalla Total, mistero anche su una terza lettera affrancata e spedita

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Sulmona. Uno solo il colpo esploso da una pistola calibro 9, alla testa, che ha ucciso l’ex generale dei carabinieri forestali Guido Conti, trovato morto ieri a Sulmona. Lo avrebbe accertato l’autopsia dell’anatomopatologo Ildo Polidori, eseguita a Sulmona. Non ci sarebbero altri segni di violenza sul corpo. Al termine dell’esame peritale la salma è stata riconsegnata ai familiari per l’allestimento della camera ardente che da domani mattina sarà aperta nell’aula d’udienza al piano terra del Tribunale Peligno. I funerali si svolgeranno lunedì 20 novembre, alle 15, nella chiesa di Santa Maria della Tomba con avvio del corteo funebre da piazza Capograssi. Sono tanti i particolari raccolti dagli investigatori, i carabinieri dell’Aquila, sia sul luogo della tragedia che dalle testimonianze rese da familiari e amici. Anche la decisione di oscurare il profilo social, già da ieri, era parso un chiaro segnale premonitore. Proprio sul suo profilo Facebook era tra l’altro pubblicata una missiva, risalente al novembre 2016 e indirizzata all’ex premier Matteo Renzi, in cui il generale difendeva il Corpo forestale contro l’accorpamento nell’Arma deciso dal Governo. Un intervento contro “lo scioglimento di una istituzione benemerita bisecolare e carica solo di dignità, abnegazione ed efficienza”, rispetto al quale – scriveva Conti – “mio Padre (pure lui un forestale, ndr) è morto due volte. Ed insieme a lui decine di migliaia di uomini che nella nostra Missione, perche’ tale e’ lo spirito che ci anima, hanno creduto e credono. E questo non posso permetterlo. Senza battermi fino in fondo”. Guido Conti, che a quanto si è potuto apprendere si era licenziato dalla multinazionale del petrolio della Val d’Agri in Basilicata, è uscito di casa, in via Battisti, venerdì mattina verso le 9.30, dicendo alla moglie che sarebbe rientrato ad ora di pranzo. Salito sulla Smart utilizzata dalle figlie si è recato ad una tabaccheria in via De Nino, dove ha acquistato tre fogli e buste da lettera ed un francobollo, per poi risalire in macchina e fermarsi in qualche posto dove ha scritto i suoi ultimi messaggi. Al momento sono state trovate una lettera alla
famiglia e una alla sorella. Mancherebbe infatti la terza lettera affrancata e spedita ad una destinazione che per il momento è sconosciuta. Conti poi è risalito in auto, dirigendosi sulla strada verso il Morrone. Una scelta anche questa non casuale. Da sempre il generale amava fare lunghe passeggiate lungo la provinciale che da Sulmona sale verso Pacentro, chiusa da due anni e mezzo, in seguito ad una frana del marzo 2015. Percorsi cinque tornanti Conti ha parcheggiato l’auto in una piazzola che costeggia la provinciale è sceso e si è ucciso. Il caso ha voluto che a trovarlo siano stati due forestali, che avevano lavorato con Conti a Sulmona. Subito è
scattato il protocollo previsto in questi casi: l’area è stata circoscritta e sul posto sono intervenuti i carabinieri e poco dopo il sostituto procuratore Aura Scarsella. I rilievi sono continuati fino all’alba di questa mattina. L’auto è stata posta sotto sequestro, così come la pistola e le lettere indirizzate ai familiari. Tanti i messaggi di cordoglio per la morte del generale.