Italia e gioco d’azzardo: aumentano le giocate, ma lo Stato guadagna di meno

Pescara. Dopo anni in cui lo Stato ha lasciato piena libertà agli enti locali evitando di intervenire, la stangata sul numero di slot machine ha ridimensionato il settore. Almeno sulla carta, perché nei fatti le giocate sono aumentate. A diminuire sono stati soltanto gli incassi dell’erario. Il gioco d’azzardo in Italia assume sempre di più le sembianze di un paradosso.

I primi nove mesi del 2017 hanno visto la svolta da tempo promessa dal governo centrale. È iniziato da poco il drastico taglio che porterà a una riduzione del 34,9% del numero di slot machine presenti sul territorio nazionale. Il piano prevede il passaggio dalle 410.000 di inizio 2017 a circa 330.000 entro fine anno, per poi arrivare all’obiettivo di 265.000. Un pugno duro che di certo ha influito sulle casse del fisco, che in tutto il 2016 aveva avuto buoni motivi per sorridere. I dati parziali però vedono un calo del gettito del 2%, 215 milioni di euro in meno rispetto ai 10,53 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente (qui il report completo). Le imposte dirette hanno portato 19,3 miliardi di euro, il 2,1% in meno. Una notizia che potrebbe essere accolta con entusiasmo, se corrispondesse a un netto calo delle puntate dei giocatori. Altre statistiche sembrano suggerire che non è esattamente così.

La forte diminuzione del mercato terrestre viaggia di pari passo con il boom dell’online. Due fattori collegati tra loro da uno stretto filo, che l’azione dello Stato ha solo contribuito ad alimentare. Nel periodo gennaio-settembre 2017 la spesa è cresciuta del 25,7%, arrivato a 906 milioni di euro, come emerge dai dati pubblicati dal sito Giochi di Slots. Il tetto di un miliardo di euro, raggiunto a stento con la raccolta dell’intero 2016, potrebbe essere superato già con l’aggiunta dei dati ufficiali di ottobre. Per il momento, per il solo mese appena trascorso, si parla di un +33% per i casinò online e un +27% per il poker in versione torneo. Una specialità in crisi meno di un anno fa, riportata in alto dalla rete. D’altronde i vantaggi per i giocatori non sono pochi, a cominciare dalla velocità di fruizione e dal payout, decisamente superiore rispetto al settore live. I gestori, dal canto loro, devono pagare meno tasse allo Stato. Che si è mosso tardi sulla regolamentazione del gioco su internet, e rischia di arrivare tardi anche con una tassazione adeguata.

A difesa dell’operato del governo centrale, va ricordato il prezioso lavoro svolto per contrastare il gioco illegale. Rimanendo sull’online, i controlli costanti e l’utilizzo del marchio AAMS garantiscono sicurezza agli utenti, vincolati ma anche tutelati dalle leggi sul gioco. Per il comparto live i primi sei mesi hanno visto un intensificarsi delle manovre contro l’illegalità e il riciclaggio nell’azzardo. In totale sono state 1.075 le operazioni sospette collegate al mondo del gambling, con le azioni della guardia di finanza sempre più frequenti. L’obiettivo rimane allontanare i giocatori dalle case da gioco non controllate per togliere del tutto il vizio, con l’aiuto della diminuzione delle slot. Che poi questi probabilmente si sposteranno sull’online è un problema che verrà affrontato in un secondo momento.