Maltempo e allagamenti, le aziende private si fanno carico della manutenzione dei fossi

Teramo. Privati, imprenditori con aziende che affacciano su Fosso Rio Canale e su Formale Spalazzese, fra Canzano e Castellalto. Aziende danneggiate dagli eventi alluvionali che si sono succeduti dal 2011 ad oggi per i continui allagamenti ai siti produttivi. Saranno loro a farsi carico, almeno per il momento, delle attività di manutenzione ordinaria dei fossi, un impegno meno oneroso dei danni che derivano dagli straripamenti. L’accordo è stato sottoscritto ieri dalla Provincia, dai due Comuni , dal Genio Civile e dall’Arap. Un esempio virtuoso rispetto ad un “vuoto” operativo che si creato in seguito alla riforma delle Province e alla legge regionale che riordina le funzioni amministrative (la 32 del 20/10/2015 – Disposizioni per il riordino delle funzioni amministrative delle Province in attuazione delle Legge n. 56/2014) e che assegna quelle sui fiumi alla Regione (che li gestisce attraverso la struttura già esistente di Genio Civile e con il personale che è stato trasferito dalle Province)  e ai Comuni quelle sui fossi e torrenti senza definire, però, in questo caso, con quali finanziamenti e con quale personale. A questo proposito la Provincia ha già deliberato una schema di convenzione ma, come ribadito ieri nel corso della Conferenza di servizi dai sindaci Franco Campitelli e Vincenzo Di Marco, al momento le amministrazioni locali non potrebbero assicurarli per “mancanza di risorse professionali e finanziarie”. Nelle more di un definitivo e chiaro assetto delle competenze, quindi, le imprese, che si sono riunite in un “Comitato alluvionati”, si sono proposte come soggetti attuatori di quelle attività di manutenzione che servono a garantire il regolare deflusso dei fossi e ad evitare gli straripamenti. “Naturalmente la Provincia e i Comuni interessati provvederanno a rilasciare tutte le autorizzazioni necessarie e ad affiancare il Comitato in questa attività – spiega Mauro Scarpantonio, consigliere delegato alla viabilità – rimane il fatto che si tratta di un esempio virtuoso di collaborazione in un momento nel quale la riforma delle Province è in un guado istituzionale e i Comuni sono oggettivamente in difficoltà a gestire una competenza per il quale non hanno né personale né fondi. Il buon senso suggerisce che a gestire i torrenti e i fossi sia la stessa struttura che gestisce i fiumi, vedremo se il Consiglio regionale riuscirà a trovare dei correttivi a questa situazione”. Diego Ferrante, in rappresentanza delle aziende ( che si trovano nella zona industriale fra contrada Sodere e Montecchia) si è detto soddisfatto di questa soluzione tampone, anche perché, ha dichiarato: “costa meno dei danni che subiamo ogni volta che i fossi straripano”.