Giuseppe Acconcia presenta il suo ultimo romanzo “Il grande Iran” a Montesilvano

Montesilvano. Sabato 17 febbraio si svolgerà la presentazione del romanzo “Il grande Iran” di Giuseppe Acconcia, uno dei più accreditati corrispondenti italiani dal medio oriente. Durante la presentazione l’autore incontrerà i lettori per condurli in un viaggio alla scoperta dell’Iran, il paese del dispotismo e delle lotte civili, della contraddizione, il più democratico del medio oriente per cultura politica e civile ma anche il paese dove tutto è il contrario di tutto.

L’appuntamento è presso la libreria “On The Road” di Montesilvano, presso la galleria Europa n° 2, corso Umberto I n°  134. Maggiori info al numero di telefono 085-8425570 o sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/events/1519327211513121. Di seguito la sinossi del romanzo. Il Grande Iran è un ricco reportage narrativo che rivela dall’interno tutta la complessità dell’attuale realtà iraniana. Questo libro è il frutto di dieci anni di vita, di viaggi e ritorni in questo paese di Giuseppe Acconcia, uno dei più accreditati corrispondenti italiani dal Medio Oriente. L’Iran è il paese del dispotismo e delle lotte civili, il più democratico del Medio Oriente per cultura politica e civile. Il popolo iraniano vive un momento politico, culturale, sociale e civile unico. In Iran, tutto è il contrario di tutto: la libertà è ipocrisia, la religione è politica, la carità è profitto. Il titolo del libro è un riferimento agli intrighi russi, statunitensi e britannici – paesi che hanno manipolato la Persia sin dall’Ottocento – riportati nel classico di Peter Hopkirk Il Grande gioco, ma è soprattutto una riflessione critica sul progetto dell’ex presidente Usa, George W. Bush, di Grande Medio Oriente. Se la politica estera della Repubblica islamica non ha mai assunto un atteggiamento aggressivo dopo il 1979 e neppure ha perseguito forme di esportabilità del modello khomeinista, ci ha pensato la cieca politica estera Usa a creare il mito del Grande Iran. L’Iran è un paese ora essenziale, forse suo malgrado, per la soluzione dei principali conflitti, innescati proprio da attacchi esterni, dalla Siria all’Iraq fino all’Afghanistan.