D’Alfonso e le sue promesse…

di Pietro Guida
ControSenso 2014 è stato un successo. I seminari per i ragazzi al chiostro francescano di Tagliacozzo, dedicati alla politica, alla fede, alla comunicazione, all’inchiesta giornalistica hanno coinvolto i partecipanti che sono andati via con qualcosa in più. Il Forum con i giovani amministratori, che si sono confrontati con gli esponenti della politica, è andato oltre ogni aspettativa. La sala faceva fatica a contenere sia gli amministratori, sia il pubblico.
Mancava solo uno.
Il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, alla fine ha dato forfait.
Ci aveva assicurato la sua presenza, anche perché il confronto dei giovani amministratori era con lui.
Potevamo incassare il colpo e tacere. Invece alla fine ho pensato che qualcosa dovevamo pur dirlo, non per noi, perché alla fine non è che sia cambiato molto, ma principalmente nel rispetto di tutti quei sindaci, quegli amministratori quei cittadini che hanno preso la macchina e si sono fatti 20, 30, 50 e anche più di 100 chilometri per avere qualche risposta in più in un confronto con la politica e con il presidente della loro regione.
E’ andata così.
Fino a poche ore prima dell’evento tutto era confermato. Luciano D'Alfonso
Poi la telefonata dello scombinato esercito di uomini e donne che compongono la segretaria fatta di “non so”, “ci stiamo organizzando”, oppure “ti richiamo tra un po’” (ovviamente senza mai più richiamare…)”.
“Il presidente ha un incontro per la vertenza del porto di Pescara”, ci è stato detto. Noi abbiamo cercato di spiegare, nonostante le mail e i programmi inviati nelle settimane precedenti, di cosa si trattasse, e abbiamo fatto notare che l’appuntamento era nell’agenda del presidente da molto tempo e che l’orario di un incontro importante come quello sulla vertenza del mare non poteva essere stato fissato senza il coinvolgimento del presidente della Regione. A quel punto è sembrato che lo staff di D’Alfonso avesse compreso tali dinamiche. Questa mattina arriva un’altra telefonata. “L’incontro con il Prefetto è alle 16”, ci dicono, “mandiamo il vice, Giovanni Lolli, e al termine dell’incontro delle 16 a Pescara il presidente arriverà.
Lolli è arrivato (in ritardo..).
D’Alfonso mai.

Ma il presidente della Regione non è nuovo a questo tipo di atteggiamenti. Già in campagna elettorale, per un’intervista ci aveva fatto correre per mezzo Abruzzo prima di concedersi alla videocamera. Alla fine ci siamo riusciti. Stavolta però non c’è stato nulla da fare.

Ma vediamo che cosa è andato a fare D’Alfonso in Prefettura.
E’ andato ad annunciare che martedì prossimo, durante la Giunta, verrà approvata una delibera che sbloccherà 2,5 milioni di euro destinati agli armatori della marineria pescarese per il fermo forzato dal 2012 al 2013.
Il sottosegretario alla Pesca, Giuseppe Castiglione, presente all’incontro, è andato ad annunciare che verranno liquidate le spettanze del 2013, oltre alla cassa integrazione. Ma tutto ciò era stato già stabilito nell’accordo firmato il 3 luglio scorso al ministero del Lavoro.
Insomma, hanno annunciato ciò che in realtà poteva essere fatto, prima che proclamato, e non viceversa. Anche perché, su questa storia, di “chiacchiere”, come le ha chiamate Mimmo Grosso, rappresentante degli armatori, ne sono state fatte già tante.

Ignoriamo perché l’incontro in prefettura non sia stato fissato un’ora prima, oppure la mattina, o un altro giorno. Un presidente della Regione conterà pur qualcosa nella scelta di un vertice importante.
Ignoriamo come mai la riunione si sia trascinata così a lungo. E ignoriamo, infine, come mai D’Alfonso abbia scelto i problemi del mare piuttosto che quelli della montagna.
Quello che sappiamo è ciò che abbiamo visto.
Ci si chiede perché se un giornalista o un direttore di una testata nazionale quando prende l’impegno per partecipare a un seminario lo deve rispettare, mentre se lo prende un politico, presidente di una Regione, può essere libero di non onorare il suo?
Certo, vuoi mettere il sottosegretario a confronto di una cinquantina di giovani poveri sindaci di montagna?
Eppure i problemi del porto (che andrebbero risolti prima che commentati) non dovrebbero contare più di quelli della montagna. Così come un sottosegretario non dovrebbe contare più un sindaco.

Chiediamo scusa noi agli altri ospiti, ai giovani, ai cittadini, agli altri esponenti politici, ai sindaci, alle autorità religiose e alle migliaia di utenti collegati in streaming, al posto del presidente D’Alfonso.

Resoconto di ControSenso 2014: nasce una scuola di politica e un comitato per l’edizione 2015