A Pitti Uomo 2018 la scarpa fatta con il lino coltivato e lavorato a Campotosto

Campotosto. “Voglio accendere i riflettori su un paese dell’Abruzzo ferito dal terremoto, che chiede risposte per il futuro. Ridare slancio alle eccellenze artigianali di un territorio ferito dal terremoto che merita di rinascere dalle macerie per riconquistare la sua bellezza originaria” dice Alberto Fasciani, imprenditore calzaturiero marchigiano, che lancia il Progetto Campotosto, mirato al recupero di una zona dell’Abruzzo a lui molto cara. Campotosto è un piccolo paese in provincia de L’Aquila popolato da 525 anime, custode di tradizioni che rischiano di andare smarrite, a causa di una natura poco benevola che ha costretto i suoi abitanti a lasciare le proprie case. Grazie a Fasciani la bellezza del luogo fanno da teatro della campagna estiva del marchio, dove le sue creazioni made in Italy sono ritratte accanto ai luoghi più suggestivi del paese. Portabandiera del progetto è l’archeologa e tessitrice Assunta Perilli, che da 20 anni studia la tessitura a mano e le lavorazioni tipiche abruzzesi di lino e canapa.

Una passione nata dal ritrovamento del vecchio telaio della nonna, abbandonato in cantina, tornato in azione grazie all’aiuto di due anziane del paese. E alimentata dal dono prezioso di una signora del posto, una manciata di semi di lino antichi autoctoni: la molla che ha spinto Assunta Perilli a riscoprire la filiera del lino, da cui oggi ricava una fibra preziosa e un tessuto altrettanto pregiato. Il percorso di Assunta Perilli è la metafora di una vita che può ricominciare, di un paese che può continuare a vivere, proprio come i suoi semi di lino, tornati finalmente a sbocciare. Nella sua bottega artigiana, La fonte della Tessitura, Assunta lavora con il vecchio telaio di fine ‘800, da cui nascono tessuti destinati a progetti speciali. Come il lino grezzo che Alberto Fasciani ha impiegato per la realizzazione di un nuovo modello di scarpa, presentato a Pitti Uomo.