Balneazione, Padovano: un passo avanti. Ora pensiamo a Pescara per la bandiera blu e grandi navi

Pescara. “La notizia della rimozione del divieto di balneazione è buona e importante: significa che i lavori del taglio della diga foranea stanno producendo l’effetto sperato, uniti agli altri interventi messi in campo dall’amministrazione e dalla regione”. Sono le dichiarazioni di Riccardo Padovano, presidente della commissione turismo. “La città deve conoscere questi interventi, perché stanno trasformando la diga che è sempre stata vissuta come un ostacolo, in struttura a sostegno dello sviluppo delle attività e dell’urbanistica portuale. Grazie al taglio i fondali stanno ritornando profondi, per via di un dragaggio naturale determinato da un maggiore deflusso delle acque al largo. E’ un risultato concreto per la gente di mare”, continua Padovano, “che navigando può verificare il fatto che i fondali nei punti vicino alla diga sono andati anche oltre i 5 metri, tant’è che barche che prima non potevano avvicinarsi, oggi possono lavorare in tranquillità”.

“Il nuovo porto farà rinascere la città e il nostro mare, perché l’attenzione al fiume e alla balneabilità che l’Amministrazione comunale e la Regione hanno avuto non c’è mai stata, come non ci sono mai state le risorse che oggi abbiamo. So che è azzardato pensarlo, ma una volta risolta la variabilità dei valori sui due punti critici, e siamo sulla buona strada con l’ampliamento del depuratore”, conclude il presidente della commissione turismo, “Pescara potrà pensare di accostare alla bandiera verde che premia le nostre spiagge come arenili ideali per le famiglie, anche alla conquista di una Bandiera Blu, che abbiamo già per il Porto Turistico, ma che di certo potremmo ambire ad avere per i servizi e tutti gli altri parametri tecnici e logistici collegati allo stato delle acque che oggi sono balneabili su tutto il litorale. Così come potrà pensare, con un’infrastruttura portuale rinnovata, al passaggio di grandi navi che possano portare alla città vantaggi e indotto, come accade in altri porti e città meno strategicamente collegate della nostra”.