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‘Le voci dal carcere’, paure, speranze, rassegnazione e libertà dei detenuti

L’Aquila. «Che ci faccio qui? A me piaceva lavorare, io sono il mio lavoro che ho scelto grazie a un vicino di casa, un anziano che faceva il costruttore, era bello il mio lavoro, e mi ha dato tante soddisfazioni». IMG-20151207-WA0002E’ questa solo una parte di uno dei tanti racconti che si leggono nel libro “Il futuro sarà di tutta l’umanità”, presentato all’Aquila, nella sede della Cgil, dagli autori Antonella Speciale e Emanuele Verrocchi. Ancora: «Ma allora chi sono io? … Io sono un pazzo, un ragazzino, io sono fatto di carne, io sono saggio, ma succede che a volte mi perdo… Io sono una persona che spera di tornare presto a casa…». Sono tutte trascrizioni di esperienze vere, vissute e raccontante senza timore, da detenuti, trascritte nei laboratori di scrittura autobiografica e creativa della dottoressa in Lingue, di origine siciliana, Speciale, che opera nei penitenziari per adulti e minori italiani. Nel libro, “Le voci dal carcere” si alternano l’esperienza che racconta di paure e di speranze, di rassegnazione e di libertà con le riflessioni di Verrocchi, segretario generale della Fillea Cgil della provincia dell’Aquila, che nel 2014 ha organizzato il Congresso sindacale all’interno del carcere di Alta sicurezza di Sulmona. Ed è così che il lettore è portato a riflettere sul ruolo del lavoro e sulle possibilità che anche i sindacati, in tema di reintegrazione dei detenuti possono e devono avere. Alla presentazione del libro, edito dalla casa editrice Dissensi, è intervenuto il segretario generale della Cgil dell’Aquila, Umberto Trasatti. Ha mediato l’incontro l’assessore al lavoro del Comune dell’Aquila, Fabio Pelini.