The news is by your side.

A Teramo l’iniziativa “Lectus Home” per combattere il Coronavirus attraverso il potere dei libri

Teramo. “Perché Lectus Home? Perché siamo chiusi in casa, perché leggere ci piace, perché nello spirito di Lectus Vox Populi leggiamo di tutto: articoli di giornale, sceneggiature, storia, Decreti (tanto utili in questo momento), e poi si, anche di letteratura e poesia, forse un po’ di diritto e Costituzione: un ripasso non è male di questi tempi nei quali le libertà personali, sulle quali abbiamo fondato le nostre democrazie, sono messe a dura prova da una emergenza globale che le comprime in maniera inimmaginabile solo fino a qualche giorno fa.

Ci sono tante iniziative in rete e ci piacciono tutte ma, come sempre, noi non inseguiamo la bella dizione (ne abbiamo eh, abbiamo anche quelli)  e i “lettori forti” piuttosto Lectus mantiene il suo spirito originario che è quello della rete sociale. In questo particolare frangente dobbiamo stare insieme mantenendo le distanze: leggeremo e ascolteremo. Lo faremo per non sentirci soli, per dare una voce e un volto a chi deve rimanere a casa, a chi affronta l’emergenza in prima linea, e chi ha paura e a chi invece vuole coraggio agli altri; ascolteremo i figli, i nonni, gli amici che sono lontani.  Stiamo insieme a modo nostro: quello di Lectus.”

Come funziona Lectus home?  Bisogna registrare un video lettura di tre minuti con il cellulare in posizione verticale; presentarsi con il proprio nome e la città dove si vive. Il video va inviato a lectusteramo@gmail.com  (consiglio usare wetransfer). I video saranno montati in sequenza (4/5 per volta) e pubblicati ogni giorno sulla pagina FB https://www.facebook.com/Lectus.Teramo/

Seguire la pagina per conoscere i dettagli e il nostro video tutorial realizzato con l’aiuto di amici da ogni parte d’Italia. Lectus è sempre stato un collettivo, questa edizione, purtroppo speciale, si realizza con il fattivo lavoro dei ragazzi del coworking Wide Open di Teramo, di Nadia Di Luzio e Dimitri Bosi della Biblioteca Delfico; con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Abruzzo, assessore Mauro Febbo; del Servizio Beni e Attività Culturali della Regione Abruzzo di cui è dirigente Giancarlo Zappacosta e direttore Germano de Sanctis e infine ma non da ultimo del Ministero dei Beni Culturali.