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A24-A25, Toninelli durante sopralluogo a Bugnara: i soldi per i viadotti ci sono. Allarmismo? I dati ci danno ragione

Ramadori (SdP): test sui viadotti positivi. Senza Piano aumento tariffe del 19%

L’Aquila. “I soldi per sistemare i viadotti della A24 e A25 ci sono. Me lo ha assicurato questa mattina il ministro Tria. Non ci sarà necessità di un ulteriore decreto”. Lo ha affermato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, nel corso del sopralluogo effettuato questa mattina sotto il viadotto Macchia Maura della A25 nel comune di Bugnara.

“Ci hanno detto di aver creato allarmismo”, ha spiegato il ministro Toninelli, “oggi i dati scientifici ci dicono che abbiamo fatto bene perché le carte che stanno al concessionario dicevano che i viadotti stavano molto meglio di quanto i rilievi stanno dicendo. Andiamo avanti con le verifiche di sicurezza per evitare altri crolli come quelli del ponte di Genova”.

“Se non verrà approvato il Piano economico-finanziario entro il 30 giugno, e non credo che lo sarà visto i tempi che stanno scorrendo, si riproporrà il problema dell’aumento tariffario”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Strade dei Parchi Cesare Ramadori al termine dell’incontro avuto questa mattina con il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli.

“Ci hanno riportato alle tariffe del 2017 togliendoci l’aumento del 2018 e quello del 2019, pari a circa il 19%, senza nemmeno dirci grazie”, ha proseguito Ramadori, “abbiamo fatto ricorso al Tar contro la decisione del ministero e ripeto, se la situazione non sarà risolta entro il 30 giugno le tariffe delle autostrade sotto il nostro controllo aumenteranno del 19 per cento”.

L’amministratore delegato della Strada dei Parchi Cesare Ramadori a proposito del finanziamento delle opere di messa in sicurezza delle autostrade abruzzesi, contenuto nel decreto Genova e assicurate dal Ministro Toninelli, ha osservato di essere in possesso di documenti che dimostrano che “di milioni in questo momento ce ne sono a disposizione solo 112, e che il decreto è stato rimandato indietro dal Ministero dell’Economia e Finanze, al ministero delle Infrastrutture, affinché lo corregga con parziale copertura finanziaria. Ad oggi la realtà è che i soldi non ci sono”. “Noi abbiamo aperto otto o nove cantieri e con fondi propri”, conclude Ramadori, “è chiaro che se questa situazione si protrae dovremo prendere provvedimenti. Noi abbiamo firmato le carte con il ministero a dicembre del 2018, e i soldi ancora non ci sono”.

“Ci sono dei professori universitari che hanno fatto una relazione sullo stato dei viadotti dell’A24 e A25”, ha precisato Ramadori, “che Placido Migliorino, dirigente del ministero delle Infrastrutture interpreta a suo modo, sarebbe stato bene che prima di trarre conclusioni avesse parlato con gli stessi professori universitari.”

“Noi diciamo da sempre che i viadotti della A24 e A25 sono sicuri ai fini dei carichi di esercizio, possono avere problemi solo in caso di eventi sismici. Tra l’altro proprio il viadotto di Bugnara, che tutti prendono ad esempio e che è stato progettato nel 1980, oggi si trova in zona sismica perché è cambiata la normativa”, ha proseguito Ramadori, “quindi non si può chiedere ad una struttura che è stata progettata per fare un mestiere di farne un altro”.

Sempre rispondendo al dirigente del Mit e quindi al ministro Toninelli, Ramadori ha osservato che “l’85% dei carichi utilizzati oggi per verificare la sicurezza dei viadotti risponde al 101% della vecchia normativa. “Questo lui non lo dice sostenendo che con l’85% si sono fessurati”, ha concluso Ramadori, “io dico invece che hanno fatto il loro mestiere perché hanno superato il 100%”.