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Pedaggi A24/A25, Pietrucci: trattati come delinquenti. Ecco l’odissea dei sindaci di Abruzzo e Lazio

Avezzano. Dalla rabbia per non essere stati ricevuti fino alle 12:30 al “cauto ottimismo” anche se il consigliere regionale abruzzese del Pd, Pierpaolo Pietrucci, ha espresso la sua contrarietà per non essere stato ammesso alla delegazione che ha incontrato il ministro per le Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli: questo il clima della manifestazione di sindaci ed amministratori abruzzesi e laziali contro il caro pedaggi nelle autostrade A24 e A25 culminato con l’annuncio del ministro di sospensione dell’aumento di circa il 13% scattato lo scorso primo gennaio, nei prossimi tre mesi, ottobre, novembre e dicembre.

Una decisione comunicata al termine del breve tavolo a Roma nella sede del ministero, nel quale non era seduta la società privata Strada dei Parchi, del gruppo dell’abruzzese Carlo Toto, concessionaria delle due arterie laziali ed abruzzesi. In mattinata intorno alle dieci erano circa un centinaio tra sindaci ed amministratori locali a manifestare per oltre due ore sotto la pioggia e sotto l’occhio vigile di un folto dispiegamento di forze dell’ordine. Ma proprio quando i sindaci hanno annunciato di andare via, intorno alle 12:30, minacciando azioni eclatanti, come l’occupazione dei caselli, una piccola delegazione è stata richiamata e ricevuta al Ministero.

“E’ un comportamento inaccettabile”, commenta il consigliere regionale Pd Pietrucci, “siamo a Roma per rappresentare due grandi territori e migliaia di cittadini e siamo stati trattati come dei delinquenti. Benvenuto Governo del cambiamento, dell’apertura e della trasparenza. Mala tempora currunt”. Gli fa eco il capogruppo di Forza Italia al Comune dell’Aquila, Roberto Silveri, in rappresentanza del sindaco, Pierlugi Biondi, che conferma il clima di tensione e di rabbia da parte di tutti gli amministratori: “Siamo testimoni di un atteggiamento che mostra il rispetto che questo Governo ha nei confronti delle istituzioni, ci hanno ricevuto solo dopo ore di attesa, e alla fine liquidati in pochi minuti con una serie di promesse. Per ora possiamo dire che c’è un cauto ottimismo, vedremo… In ogni caso noi non ci arrendiamo e non ci fermiamo”.