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Abbattimento cinghiali: il Tar sospende la delibera regionale dopo il ricorso di Atc Vomano e Salinello

Teramo. Prima parziale vittoria degli Ambiti Territoriali di Caccia, Vomano e Salinello, in relazione al piano di contenimento dei cinghiali approvato dalla giunta regionale a maggio scorso e contro cui gli ambiti territoriali avevano presentato denuncia in Procura e ricorso al Tar. Il Tar ha disposto la sospensiva della delibera regionale in questione. in attesa dell’udienza di merito fissata al 19 luglio prossimo. I due ambiti territoriali di caccia avevano presentato ricorso urgente per “danno irreparabile” per ottenere l’annullamento, previa sospensiva, della delibera sulla base di “forte criticità e manifesta illegittimità” delle quali i presidenti dei due Atc, Francesco Sabini e Franco Porrini, precisano di avere informato la Regione. Sotto accusa, tra l’altro, la mancata intesa con gli ambiti territoriali di caccia. “Bastava un po’ di buon senso da parte della Regione Abruzzo – ha commentato il presidente dell’Atc Vomano, Franco Porrini – non servivano ricorsi quando in maniera chiara e dettagliata abbiamo mostrato a tutti, presidente D’Alfonso compreso, quanti errori conteneva quella delibera. Adesso il ricorso è stato presentato solo per il territorio Teramano, ma mi auguro che la Regione sospenda la delibera sull’intero territorio regionale a salvaguardia anche degli altri Atc. L’Ufficio caccia regionale funziona male e questa ne è l’ennesima dimostrazione.

Ci auguriamo che l’assessore Pepe capisca gli errori compiuti e da lui stesso avallati, altrimenti è preferibile che abbandoni la politica per incapacità manifesta, fosse solo nel recepire i suggerimenti di chi ha maggiore preparazione in materia di lui”. Molto critico anche il presidente dell’Atc Salinello, Francesco Sabini. “Ci sono colpe commesse anche da altri uffici competenti, a cominciare dalla Polizia Provinciale – ha sottolineato – certamente non ci fermeremo alla sentenza del Tar ma faremo valere in tutti i gradi di giudizio, amministrativo e penale, i controlli sull’operato di chi ha commesso, secondo noi illegittimità. Tra questi soggetti non tralascio, purtroppo, neanche alcuni cacciatori che, sebbene avvisati sui rischi che correvano, hanno preferito approfittare della situazione per esercitare la caccia in maniera non corretta”. “In questi giorni – concludono entrambi – numerose scrofe incinta sono cadute sotto i colpi delle doppiette dei cacciatori”. L’assessore regionale alle politiche venatorie Dino Pepe, nel presentarlo, aveva sottolineato che: “Il Piano consente l’abbattimento della specie per l’intero anno, anche negli Istituti di tutela e nei periodi di caccia chiusa. Si tratta – aveva aggiunto – di uno strumento concepito espressamente per il controllo delle popolazioni di cinghiale ed il contenimento degli impatti che la specie provoca all’agroecosistema”.