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Abruzzo devastato dai roghi, associazioni ambientaliste: ecco la carta per la lotta agli incendi

Pescara. Arriva la “Carta per la lotta agli incendi boschivi nella regione Abruzzo”. E’ stata realizzata da venti associazioni ambientaliste con l’obiettivo di “dettare le regole su prevenzione, emergenza e restauro” ed è frutto della riflessione avviata, insieme a cinque organizzazioni scientifiche, con un convegno organizzato a Pescara nell’ottobre 2017 per riflettere sugli “errori” commessi durante la maxi emergenza incendi dell’estate scorsa e per lanciare idee per un futuro migliore. Il documento, di 6 pagine, è stato presentato ufficialmente oggi e sarà illustrato alla Conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale d’Abruzzo, al presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, e al sottosegretario con delega alla Protezione Civile, Mario Mazzocca, ai quali ieri è stato chiesto un appuntamento urgente. La Carta è costruita su un concetto ritenuto “fondamentale”: per annullare o comunque ridurre al minimo il rischio che si sviluppino incendi boschivi è necessario pianificare azioni ben definite nelle fasi di prevenzione, gestione dell’emergenza,
restauro-manutenzione.

Nella fase della prevenzione si chiede, tra l’altro, a Regione, Comuni e Parchi Nazionali di “garantire il buon funzionamento di un sistema di sorveglianza e controllo del territorio; di fare formazione e informazione; di inserire le tematiche relative agli incendi boschivi nell’ambito istituzionale delle strategie di adattamento tese a fronteggiare e a limitare le conseguenze del riscaldamento globale e della destabilizzazione climatica”. Le associazioni chiedono infine alla Regione la sospensione della caccia per almeno due anni sul territorio regionale o, in alternativa, per 15 anni nelle zone aperte alla caccia adiacenti alle aree percorse dal fuoco e di farsi promotrice, coinvolgendo la Conferenza Stato-Regioni, presso il Ministero della Giustizia, della richiesta di istituire una Procura speciale anti-incendi boschivi. La Carta è stata firmata da: Ambiente e/è Vita; Aipin Abruzzo; Archeoclub d’Italia; Cai-Tam; Collettivo Studentesco Pescara; Conalpa; Ecoistituto Abruzzo; Fondazione Genti d’Abruzzo; Italia Nostra; Legambiente; Le Majellane; Lipu; Lo Spaz; Marevivo; Mila Donnambiente; Mountain Wilderness; Pro Natura; Scienza Under 18 Pescara; Soha; Wwf.

Tra le varie richieste vi è quella di istituire un “Comitato Scientifico per i Boschi e le Foreste”, con funzioni consultive costituito da esperti in materia forestale, ma anche da geologi, naturalisti, biologi e da un rappresentante delle Associazioni di protezione ambientale. Circa le azioni di emergenza si sottolinea come sia “fondamentale organizzare interventi immediati con squadre a terra. I mezzi aerei – dicono le associazioni – sono infatti complementari, ma non possono mai essere sostitutivi del lavoro compiuto sul posto, l’unico che porta davvero allo spegnimento degli incendi”. Per quanto riguarda restauro e manutenzione delle aree interessate, l’idea è “lasciar fare alla natura intervenendo solo laddove assolutamente necessario con la consulenza del Comitato Scientifico per i Boschi e le Foreste. In ogni caso la biomassa parzialmente combusta – sottolineano gli ambientalisti – non va mai ceduta a fini lucrativi e anzi deve essere riutilizzata in loco per realizzare interventi stabilizzanti del suolo. La Regione deve inoltre garantire la ricostruzione del sistema vivaistico regionale, oggi in abbandono”.