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Abruzzo in crescita, ma occupazione resta bassa. Edilizia debole fuori area aquilana, +2,2% acquisto auto

Worker and the blurred construction against blue sky

L’Aquila. Costante ripresa ma occupazione ancora bassa. Tasso di disoccupazione in aumento nei primi sei mesi del 2017, rimanendo superiore al dato medio nazionale; in diminuzione gli occupati a causa del forte calo nel comparto agricolo, su cui ha pesato il maltempo dello scorso inverno. Migliora invece il turismo, dopo le difficoltà a inizio anno; tiene l’export, soprattutto nei trasporti seguito dal made in Italy, e si registra una ripresa anche nelle imprese di minore dimensione rispetto alle grandi imprese internazionalizzate. “Debole” il settore dell’edilizia in tutta la regione, se si esclude l’area del post sisma aquilano. Salgono gli acquisti delle auto le cui immatricolazioni hanno registrato un +2,2%. Questa la fotografia scattata da Bankitalia nel rapporto sull’aggiornamento congiunturale dell’economia dell’Abruzzo presentato a Teramo. In particolare, nei primi nove mesi del 2017 – si legge nella sintesi del rapporto – si è consolidato il recupero dei livelli di attività nel settore industriale, dopo la marcata caduta registrata all’apice della crisi. Nell’export le vendite sono cresciute sia nella Ue, la principale area di sbocco, sia nei paesi extra Ue. La propensione a investire appare in miglioramento, anche per effetto dell’utilizzo delle forme di incentivazione fiscale. È ulteriormente cresciuto il numero di imprese attive nei servizi di alloggio e ristorazione, mentre si è registrato ancora un calo nel commercio. Il ricorso agli ammortizzatori sociali ha continuato nel complesso a ridimensionarsi. Inoltre, nel primo semestre del 2017 il credito in regione è lievemente cresciuto, trainato principalmente dall’ incremento dei finanziamenti alle famiglie, a sostegno della spesa per l’acquisto di beni di consumo durevoli e di abitazioni. Nel settore delle imprese sono aumentati i prestiti alle aziende medio-grandi, mentre è proseguita la contrazione dei finanziamenti a quelle di minore dimensione. Il deterioramento del credito si è ulteriormente attenuato, ma rimane più elevato nel confronto con la media del Paese. È proseguita la ricomposizione della ricchezza finanziaria delle famiglie abruzzesi verso gli strumenti del risparmio gestito, a scapito dei depositi e delle obbligazioni bancarie. Ecco nel dettaglio due dei capitoli dell’indagine Bankitalia:

INDUSTRIA: A settembre e ottobre le filiali della Banca d’ Italia hanno condotto il consueto sondaggio presso un campione di circa 110 imprese industriali della regione con almeno 20 addetti. Sulla base dei risultati dell’indagine, nei primi nove mesi dell’anno circa il 40% delle aziende ha fatto registrare una crescita del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2016, a fronte del 20% che ha segnalato una diminuzione. Rispetto al sondaggio dell’anno precedente, è significativamente aumentato il grado di diffusione della crescita tra le imprese di minore dimensione (tra i 20 e i 49 addetti), che hanno beneficiato del miglioramento della domanda interna a livello nazionale. Circa le previsioni per i prossimi sei mesi, nel sondaggio prevalgono le aspettative di un consolidamento della ripresa, anche tra le aziende orientate prevalentemente verso il mercato interno. Gli ordini sono previsti in crescita da circa la metà delle imprese, mentre meno del 5% ha indicato un calo.

MERCATO DEL LAVORO: Nel primo semestre del 2017, in base alla Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, in Abruzzo il numero degli occupati è mediamente diminuito del 2,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016. Per circa 2%, il calo del numero di occupati ha riflesso la marcata contrazione registrata nel comparto agricolo per via del maltempo. Nella media del primo semestre dell’anno, il tasso di occupazione è sceso al 55% (dal 56% del corrispondente periodo del 2016). Il numero di persone in cerca di occupazione è aumentato del 2,7% per cento e il tasso di disoccupazione è salito dal 12,1 al 12,7 per cento, rimanendo superiore al dato medio nazionale (11,5%). È diminuita la partecipazione complessiva al mercato del lavoro (-2,2 per cento).