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Abruzzo zona arancione, il bar dell’Aquila si attrezzano con l’asporto: “ma i clienti non sono abituati”

Un negoziante di piazza Duomo: "speriamo serva a salvare il Natale"

L’Aquila. Crollo degli incassi per ristoranti e bar all’Aquila nel primo giorno di zona arancione per l’Abruzzo. “È inutile protestare, bisogna adattarsi cercando di contenere i danni”, dice Roberto Tomei, proprietario di un bar, un albergo e un ristorante, “ho chiuso il ristorante e messo il personale in cassa integrazione, sono 35 dipendenti, perché rimanere aperti solo per l’asporto non compensava le spese quotidiane”.

“Porto avanti il bar con la mia presenza e sto pensando a forme di pubblicità per abituare i clienti al servizio da asporto”, osserva l’esercente, “noi vogliamo lavorare, non gli aiuti. Speriamo che questa chiusura passi il prima possibile”. Gli esercenti che rimangono aperti dichiarano che vogliono tener duro, anche per non perdere la clientela degli operai dei tanti cantieri.

“Molti operai hanno ordinato il panino già ieri sera”, dice Luca Ciuffetelli, titolare del Bar del Corso. I clienti acquistano il caffè sulla porta, oppure entrano nel locale, uno per volta. Poi vanno a consumarlo dalla parte opposta della strada. “Così si lavora male, senza impiegati e gente che gira nei bar anche il mio lavoro scende”, dice il gestore di una bottega in piazza Duomo, “passa la voglia anche di girare per la città e non arriva nessun nuovo cliente. Speriamo tutto questo serva almeno a salvare il Natale”.