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Abruzzo zona arancione, Speranza avverte: porteremo ordinanza davanti al giudice

Linea dura del Governo di fronte all'ostinazione del governatore Marsilio

L’Aquila. “Noi chiediamo alle regioni di rispettare in maniera molto ferma le ordinanze che sto firmando a nome del Governo, il caso dell’Abruzzo è molto chiaro, abbiamo chiesto al presidente di rititare quell’ordinanza ed è chiaro che la porteremo di fronte al giudice”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un passaggio dell’intervista a Di Martedì che è andata in onda ieri sera su La7, in merito all’ordinanza con cui il governatore Marco Marsilio ha fatto uscire la regione Abruzzo dalla zona rossa con due giorni d’anticipo.

Secondo giorno arancione per l’Abruzzo ma ancora senza il consenso del Governo, che aveva chiesto al governatore Marsilio di non aggiornare il proprio colore (e quindi le relative misure) prima di oggi. La riapertura di tutti i negozi, dopo la fine della zona rossa, ha riportato la gente in strada nelle città della regione in occasione dell’Immacolata. Di fronte all’ostinazione del governatore Marsilio il governo ha scelto la linea dura.

“Le misure sono queste e le confermiamo e le norme restano queste”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, risponde a una domanda sull’eventuale revisione delle misure per i giorni del 25, 26 e 31 dicembre e 1 gennaio in merito agli spostamenti tra comuni. “In questa fase non possiamo permetterci spostamenti che non siano indispensabili e il messaggio del Governo vuole essere questo: nei giorni più caldi, dove c’è più rischio che salga la mobilità, chiediamo un sacrificio alle persone”.

“I dati li guarderemo sempre con grande attenzione ma le misure sono queste e le confermiamo: non cambieranno per il momento nè in un verso nè in un altro verso. Come sempre avviene – ha chiarito – le misure non si vedono giorno per giorno ma c’è bisogno di un tempo un pò più lungo. Oggi ad esempio stiamo ancora vedendo i risultati della fase in cui in Italia c’erano molte zone rosse. C’è sempre un tempo in più che bisogna aspettare”.