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Acqua contaminata da mercurio, interrogato il sindaco di Roccamorice

Roccamorice. E’ durato più di un’ora l’interrogatorio del sindaco di di Roccamorice, Alessandro D’Ascanio, indagato insieme al direttore tecnico dell’Aca (Azienda Consortile Acquedottistica) di Pescara, Lorenzo Livello, nell’ambito della vicenda riguardante l’acqua inquinata dal mercurio. Le ipotesi di reato sono avvelenamento colposo e adulterazione di sostanze alimentari. Il sindaco, assistito dall’avvocato Alessandro De Iuliis, è stato ascoltato ieri pomeriggio presso la caserma del Corpo Forestale di Lettomanoppello, su delega del pm di Pescara titolare dell’inchiesta, Annarita Mantini. Il primo cittadino, carte alla mano, ha sostenuto l’infondatezza delle accuse a suo carico sottolineaacquando di essere totalmente estraneo all’avaria delle rete, la cui manutenzione e gestione farebbe capo all’Aca. L’indagato, inoltre, ha prodotto documenti per dimostrare di aver messo in campo tempestivamente tutte le azioni necessarie per tutelare la popolazione, come ad esempio l’ordinanza di divieto dell’acqua per uso potabile emessa il 16 aprile 2015. L’altro indagato dovrebbe essere interrogato dopo la metà di settembre. Il procedimento è relativo ai terreni di circa 5.000 metri quadri limitrofi ai serbatoi in località Bosco e Pagliari, sequestrati a Roccamorice dalla Forestale nei giorni scorsi a seguito di alcuni controlli che hanno accertato una concentrazione di mercurio fino a 223 volte superiore ai valori massimi consentiti dalla legge. Nello specifico, la presenza del metallo pesante nelle conduttore dell’acque ad uso potabile a servizio dei cittadini di Roccamorice, a causa della rottura di una strumentazione di servizio della rete idrica, fu accertata dalla Asl di Pescara il 15 aprile scorso, nel corso di un controllo periodico. Dalle indagini svolte dalla Forestale sarebbe emerso che l’Aca, in qualità di gestore delle rete acquedottistica del Comune di Roccamorice, sversò, tramite un sistema di troppo pieno, parte delle acque contaminate da mercurio sui terreni adiacente ai serbatoi interessati. Dopo una serie di campionamenti effettuati con la collaborazione dalla Arta di Pescara, il Corpo Forestale dello Stato ha successivamente riscontrato concentrazioni di mercurio fino a 223 volte superiori ai valori massimi consentiti dalla legge. Accertato lo stato di inquinamento del terreno si è quindi proceduto al sequestro probatorio delle aree interessate dallo sversamento abusivo, con la collaborazione dei tecnici dell’Arta di Pescara, ponendole a disposizione dell’autorità giudiziaria.