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Acqua Gran Sasso, l’Osservatorio Indipendente: togliere sostanze pericolose e difendere salute umana

Teramo. Garantire il pieno rispetto delle normative a difesa dell’ambiente e della salute umana, far allontanare le migliaia di tonnellate di sostanze pericolose per l’acqua ancora oggi stoccate all’interno dei Laboratori del Gran Sasso, individuare subito le fonti finanziarie per realizzare i lavori di messa in sicurezza di traforo e laboratori, che spettano allo Stato: sono queste le priorità sottolineate dai rappresentanti dell’Osservatorio Indipendente sull’Acqua del Gran Sasso, riunitosi oggi a Teramo in un incontro con la stampa. Alla vigilia della richiesta di un commissario da parte della Regione, che l’Osservatorio ritiene essere l’ennesima “mossa di una partita a scacchi giocata a danno dell’ambiente e della salute degli abruzzesi”, le forze ambientaliste e d’opinione hanno anche ribadito la nomina di un legale, l’avvocato Domenico Giordano, incaricato di presentare la costituzione di parte civile nel processo con citazione diretta che sarà celebrato nei prossimi mesi, a Teramo, sul sistema acqua.

“E’ paradossale che Strada dei Parchi voglia in qualche modo tirarsi fuori”, ha detto Dante Caserta, vice presidente Wwf Italia, “da questa situazione annunciando la chiusura di un collegamento autostradale definito ‘strategico’ dopo aver presentato su richiesta della Regione un progetto di messa in sicurezza per la parte che la riguarda”. Ricordando la non proprio “utilissima” precedente investitura di un commissario, nel 2003 e dopo un incidente nei laboratori, con la spesa di 84 milioni di euro e senza che il problema fosse risolto, l’Osservatorio ricorda che nemmeno oggi, a distanza di due anni dall’incidente che scatenò la crisi dell’acqua tra gli abruzzesi, “non è stato impermeabilizzato neppure un metro quadro né dei laboratori, né delle gallerie, così come non è stato portato via neppure un chilo delle sostanze pericolose stoccate nei laboratori. Quanto è accaduto due anni fa potrebbe verificarsi anche oggi, nonostante sia trascorso tanto tempo e la Procura di Teramo abbia trasmesso da tempo a tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali le conclusioni della consulenza dei tre esperti incaricati durante le indagini, richiamando ciascun Ente alle proprie responsabilità”. Per questo motivo l’Osservatorio convocherà un nuovo incontro pubblico il prossimo 18 maggio, a Teramo, per un confronto con le istituzioni e i cittadini sul sistema acqua.