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Aggressione brutale a detenuta in carcere a Chieti, condannate le 5 rom che provocarono gravi lesioni

Chieti. Si è chiuso con cinque condanne il processo dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Chieti Valentina Ribaudo a carico di cinque donne di etnia rom all’ epoca dei fatti detenute nel carcere di Chieti, le quali aggredirono probabilmente per una sorta di ritorsione, un’altra detenuta provocandole lesioni guaribili in 21 giorni fra le quali un trauma cranico facciale con frattura del naso.

Un anno e 6 mesi di reclusione sono stati inflitti alle cinque donne, di cui 4 sono detenute. Il pm Roberta Capanna aveva chiesto un anno di reclusione. La vittima è Sabrina Fantauzzi che nel processo si è costituita parte civile: il giudice ha condannato le cinque imputate al risarcimento dei danni in separato giudizio. Il fatto si verificò nel carcere teatino il 18 settembre del 2017, nel momento in cui, aperti i reparti, per le detenute è possibile incontrarsi.

Le cinque donne, secondo quanto è emerso dal processo, raggiunsero Fantauzzi, la scaraventarono dal letto e la colpirono con calci e pugni, e anche con il tacco di una scarpa al volto. La vittima è la sorella di Massimo Fantauzzi, il 46enne accusato dell’omicidio di Alessandro Bevilacqua, 21anni, ucciso in un pub di Montesilvano con un colpo di fucile tre giorni prima dell’aggressione.

Le imputate detenute, sentite in udienza, hanno sostenuto di essersi recate dalla Fantauzzi perché richiamate da un litigio ma di non averla toccata e che la donna si sarebbe ferita da sola perché voleva essere spostata in un altro settore del carcere.