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Aids Abruzzo, con le nuove cure la malattia fa meno paura. Grimaldi: la diagnosi precoce resta fondamentale

L’Aquila. L’Aquila. Aids: con le nuove cure la malattia fa meno paura ma va mantenuto alto il livello di attenzione e proseguita l’opera di sensibilizzazione per la diagnosi precoce. E’ questo il messaggio che scaturirà dal convegno regionale “Attualità e nuove strategie in Hiv”, in programma all’Aquila, all’hotel “La dimora del baco”, mercoledì, a partire dalle 14 e che si protrarrà fino alle 19.

Ai lavori, organizzati da Alessandro Grimaldi, direttore di malattie infettive dell’ospedale dell’Aquila, interverrà, tra gli altri, Gabriella D’Ettorre, del policlinico Umberto I Università di Roma. Saranno inoltre presenti  i direttori dei reparti di malattie infettive degli ospedali abruzzesi e specialisti di branche diverse per un confronto sulle nuove terapie. Nel corso del convegno verranno presentati i risultati dei 14.000 test condotti negli ultimi anni su tutto il territorio abruzzese dai quali si evince come la guardia debba mantenuta alta, soprattutto tra i giovani, anche se oggi la  mortalità è assai diminuita grazie alle nuove cure con le quali l’Aids è diventato sostanzialmente una malattia cronica. La diagnosi tempestiva, affinché il trattamento sia il più efficace possibile, resta però indispensabile e va quindi rafforzata la campagna di sensibilizzazione sulla popolazione Il test,  anonimo e gratuito, può essere prenotato tramite il portale regionale www.failtestanchetu.it. Preso l’appuntamento, ci si reca all’ospedale del territorio in cui si risiede e, nel giorno stabilito, si fa il test (all’Aquila si effettua il mercoledì).

“Tra i giovani”, dichiara Grimaldi, “il livello di attenzione sulla diffusione dell’Hiv deve essere sempre mantenuto alto perché, come dimostra lo screening effettuato su tutto il territorio regionale, il virus è sempre presente e vi sono di continuo nuovi casi.  Mettere in azioni le misure terapeutiche prima possibile, quando la malattia è agli esordi, diventa cruciale per debellarla e per assicurare al paziente una migliore qualità di vita”.