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Consorzio Vini D’Abruzzo 3

Al forum Ambrosetti D’Alfonso risponde agli imprenditori, annuncia voli per Istanbul

 

Pescara. Nella seconda parte del meeting “Ruolo delle regioni e sistema economico-produttivo: scenari e prospettive per Abruzzo e Molise” organizzato dall’Ambrose2015_01_21_D_ALFONSO_FORUM_AMBROSETTI_CON_DI_LAURA_FRATTURA_08-e1421878945172tti club all’Aurum di Pescara, ieri il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso ha risposto alle domande degli imprenditori presenti toccando varie tematiche. Riguardo alle connessioni infrastrutturali ha affermato che “per il trasporto individuale e collettivo su gomma questa regione e’ ben servita, ma occorre puntare sul ferro. Con le Ferrovie abbiamo una buona interlocuzione ma non si puo’ arrivare dappertutto col treno, ci vuole anche l’autobus che offre un trasporto di qualita’, spesso piu’ economico. La nostra scelta sul ‘ferro’ e’ la grande T formata dai collegamenti per Roma e per la linea adriatica. A Pescara c’e’ stato un dibattito immaturo su questo aspetto, noi faremo un’alleanza Chieti-Pescara per creare un servizio di trasporto metropolitano rapido e un hub ospedaliero comune, cosi’ come accade nell’area Milano-Torino per la cultura”. Poi un accenno all’economia: “I contratti di sviluppo sartoriali – presenti in una norma dello Stato ideata da Corrado Passera – non sono mai stati applicati in Italia; noi in 190 giorni ne abbiamo accelerati e finanziati 16. Gli incentivi del passato non ci saranno piu’ come prima, ma daremo sostegno all’innovazione di prodotto, di processo e alla capacita’ di internazionalizzazione. Abbiamo un miliardo di euro per i prossimi sette anni: non lo distruggeremo con spesa inutile e aziende pubbliche decotte, decidiamo insieme cosa fare”. E ancora: “Abbiamo rinnovato il Comitato Via per renderlo piu’ efficace e funzionante, e abbiamo istituito delle premialita’ per i Comuni che realizzano velocemente le opere finanziate dalla Regione. Il principio dell’autorizzazione per noi e’ sacro, non a caso abbiamo insediato come direttore generale un avvocato generale dello Stato”. Quindi una riflessione sul ruolo dell’aeroporto d’Abruzzo: “L’aeroporto e’ motivo di orgoglio e preoccupazione perche’ porta 600mila passeggeri ma anche un deficit di 5 milioni l’anno; il 26 insedieremo una nuova classe dirigente, nel cda entreranno un professore di economia, il manager di un grande gruppo turistico, un operatore di successo della filiera agroalimentare di eccellenza e una figura di notevole esperienza progettuale europeista”.

“Ci specializzeremo – ha annunciato il presidente – nelle rotte di collegamento: ci chiedono voli per Istanbul, ma conserveremo quelli per Bruxelles, Parigi, Milano e faremo una scelta di campo verso i Balcani. Ed e’ pazzesco che non ci sia un collegamento ferroviario che vi entri dentro, dobbiamo realizzarlo. Infine abbiamo previsto dei fondi Fas per ristrutturare l’aerostazione, che oggi sembra una ‘cascina del tempo che si perde’”. Poi una serie di battute al volo su diversi argomenti: cultura (“e’ un affare della comunita’ e non del potere pubblico; dobbiamo creare strutture e metterle a servizio dei privati. I bandi e i regolamenti li scriveremo con gli operatori e le associazioni, ma e’ l’affidamento di strutture immobiliari pubbliche che diverra’ il nostro jolly”), tempi di pagamento della Pubblica amministrazione (“c’e’ un miglioramento della P.A. Regione, piu’ difficolta’ dalle Asl; la soluzione e’ la contabilita’ analitica e vogliamo introdurla”), trasporti (“vogliamo che il privato sia il benchmark di riferimento, chiederemo ad alcuni di loro individuati con gara di entrare nella societa’ unica”), sanita’ (“costruire un nuovo posto letto costa 350mila euro, mantenerlo 800 al giorno; c’e’ bisogno di qualita’ e soprattutto di straordinaria tecnologia nella funzionalita’ sanitaria. Non si deve pensare ad un prodotto del ‘900 ma ad un luogo in cui sia protagonista la tecnologia piu’ moderna”), Fira (“va ripensata; deve fare ancora di piu’ prodotto finanziario di ausilio al servizio delle imprese. Daremo luogo ad una societa’ unica che metta insieme tutte le expertise di settore”) e calcio (“gli stadi devono diventare di proprieta’ delle societa’ calcistiche, non possono essere un costo senza limite in capo alla mano pubblica”).