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Alberi per bimbi mai nati e mozione contro l’aborto, scoppia la polemica a Pescara. Giovani democratici: è vergognoso

Arriva l'ok dal consiglio comunale per la mozione presentata da Adamo Scurti

Pescara. Una mozione finalizzata a prevedere la piantumazione, sul territorio comunale, di nuovi alberi, uno “per ogni bambino mai nato”, con riferimento esplicito anche alle interruzioni spontanee di gravidanza. E’ polemica a Pescara per il provvedimento approvato a maggioranza dal Consiglio comunale: la federazione provinciale dei Giovani Democratici definisce “riprovevole, vergognosa e politicamente strumentale la colpevolizzazione culturale e morale delle donne che scelgono di interrompere la propria gravidanza entro i primi tre mesi, parlando implicitamente di vittime come si trattasse di omicidio”. La mozione è stata presentata dal consigliere Adamo Scurti (Pescara Futura). Il provvedimento impegna il sindaco e la giunta ad attivare ogni iniziativa per individuare un’area del territorio comunale su cui piantumare nuovi alberi, uno “per ogni bambino mai nato”, o, in alternativa, integrando la forestazione già esistente. Nella mozione il consigliere premette anche che “l’interruzione di gravidanza spontanea volontaria o per morte in utero o improvvisa del lattante ha riflessi significativi sulla propria vita” e chiede, appunto, che, oltre che per “i nuovi nati” anche per “ogni bambino mai nato venga dimostrata la stessa sensibilità”.

“Apprendiamo sgomenti della mozione a firma Scurti”, sottolineano i Giovani Democratici, “approvata dalla maggioranza di centrodestra in Consiglio comunale, che prevede la piantumazione di un albero ‘per ogni bambino mai nato’, includendo nel conteggio non solo le interruzioni di gravidanza dovute alla ‘morte in utero’, ma anche quelle in conseguenza delle cosiddette interruzioni volontarie di gravidanza. Invitiamo i vertici della più grande città d’Abruzzo a vigilare sulla piena applicazione della Legge 194/78 in una regione, la nostra, nella quale il diritto a disporre liberamente del proprio corpo risulta più che limitato dalla percentuale spaventosa dell’80% dei ginecologi obiettori di coscienza”. “La strada per diminuire il numero di aborti”, concludono, “che comunque costituiscono esperienze emotivamente pesantissimi per la vita di una donna, è l’educazione sessuale sin dalla giovanissima età, non l’oscurantismo culturale tipico delle destre reazionarie e ultracattoliche europee e mondiali, dalle quali persino la Chiesa ha preso le distanze pubblicamente”.