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Ammortizzatori sociali varati nel Jobs Act, Fegatelli (Fiom): subito un tavolo per discuterne

Pescara. La Fiom della Regione Abruzzo esprime forte preoccupazione in merito ai nuovi ammortizzatori sociali varati dal Governo nel Jobs Act. “Il 23 settembre 2015 sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale i decreti legislativi del Jobs Act, tra questi quello relativo agli ammortizzatori sociali. Questo nuovo strumento legislativo è in vigore già da oggi”, ha commentato il segretario, Alfredo Fegatelli, “le nuove regole cancellano, con un colpo di spugna, tutte le norme che regolavano gli ammortizzatori sociali così come li conoscevamo. Tutto questo in assenza di regole sociali che consentano ai lavoratori di poter avviare percorsi volti alla rioccupazione come accade in molti WCENTER 0PESABHRHZ -paesi europei. Queste nuove norme prevedono l’utilizzo massimo in cinque anni di 24 mesi di Cassa Integrazione oppure 36 mesi di Contratti di Solidarietà o di combinazione tra Cassa Integrazione e Contratto di Solidarietà, un aumento dei costi per le aziende e una maggiore precarietà dei lavoratori. In realtà i Contratti di Solidarietà sono stati praticamente trasformati in Cassa Integrazione utilizzabile ad ore e con la stessa indennità. Tale scelta sarà un duro colpo per i redditi dei lavoratori. Infatti, mentre con i vecchi Contratti di Solidarietà i lavoratori percepivano il 70% della loro retribuzione, con i nuovi l’indennità sarà calcolata all’interno delle fasce previste dalla Cassa Integrazione. Se i lavoratori e i loro rappresentanti avessero dovuto gestire la crisi degli ultimi anni con questi nuovi ammortizzatori sociali, la maggioranza delle imprese, oggi ancora in vita, avrebbero chiuso da tempo con la conseguenza del licenziamento immediato dei lavoratori. Ancora una volta siamo in presenza di legislatori che non hanno mai visto una fabbrica e che mai possono immaginare le condizioni materiali delle lavoratrici e dei lavoratori, tanto meno possono capire cosa vuol dire andare in regime di Cassa Integrazione e cosa significa questo per l’economia di una famiglia. I legislatori prima di legiferare, modificando le regole del lavoro, dovrebbero andare a lavorare per almeno 6 mesi in una fabbrica e dovrebbero provare a vivere con sole 900 euro al mese”. La FIOM della Regione Abruzzo chiede l’apertura di un tavolo regionale per affrontare la situazione alla luce di quanto sta accadendo.