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Anno giudiziario, la protesta dei giudici di pace: “siamo trattati come lavoratori in nero”

L’Aquila. “Lavoratori subordinati, privi di qualunque tutela assistenziale e previdenziale (alle donne è anche negata la tutela della maternità): i giudici di pace sono trattati come se fossero dei lavoratori in nero”. Questa la protesta dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace e dell’Unione Nazionale Giudici di Pace, rappresentate, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario tenutasi ieri presso la corte d’appello dell’Aquila, dall’avvocato Gabriella Rosci.

“Sempre con maggiore amarezza, delusione e frustrazione, ogni anno mi trovo a denunciare le gravi criticità che caratterizzano la situazione dei magistrati di pace” ha affermato l’avvocato Rosci. “L’inerzia o, peggio, la mancanza di coraggio della politica italiana a risolvere tale grave situazione ha indotto i giudici di pace a presentare delle pregiudiziali dinanzi alla corte di giustizia, per denunciare la propria situazione, simile a quella dei lavoratori in nero”.

Sembra che finalmente qualcosa stia cambiando: l’avvocato generale presso la corte di giustizia europea, ritenendo fondate le doglianze dei giudici di pace, ha riconosciuto il loro status di lavoratore subordinato. “È avvilente, però, constatare che una categoria di lavoratori si sia dovuta rivolgere a organi sovranazionali, perché la politica italiana – in un paese, si badi, che è la culla del diritto – ha dimostrato di essere sorda alle legittime richieste dei lavoratori” ha continuato l’avvocato Rosci. “È di questi giorni la pronuncia del giudice del lavoro presso il tribunale di Sassari che ha statuito che il giudice onorario è a tutti gli effetti un lavoratore subordinato. Questo è un risultato che sicuramente lascia ben sperare”.

Nonostante la difficile situazione lavorativa, i giudici di pace abruzzesi continuano a ottenere ottimi risultati. “Sempre in crescita, infatti, è la quantità e la qualità del servizio prestato” ha spiegato l’avvocato Rosci. “I giudici di pace abruzzesi definiscono i procedimenti loro assegnati in tempi assai celeri: specchio dell’impegno, della dedizione e della serietà con le quali i giudici di pace svolgono l’incarico, qualità sicuramente riconosciute dai cittadini che fruiscono del loro servizio”. I giudici di pace gestiscono, infatti, oltre il 50% del contenzioso civile di primo grado, con competenze anche in materia penale e mediamente definiscono le cause in meno di un anno.