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Consiglio annullato all’ospedale di Sulmona, il Vescovo esprime la sua indignazione

Sulmona. Anche il vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva, Angelo Spina, interviene sulla chiusura del punto nascita della Valle Peligna e lo fa in occasione della visita pastorale programmata in Comune, dove ha incontrato il sindaco e gli amministratori. Parole dure che non risparmiano critiche alla politica in nome della difesa “dei suoi fedeli e del suo popolo”. Il Vescovo si mostra fortemente indignato per l’annullamento del Consiglio regionale tematico previsto presso l’Abbazia del Santo Spirito, così decide di renVescovo Sulmona Angelo Spinadere pubblico quanto avrebbe detto nell’annullato incontro. “E’ diventata quasi un ritornello la mia denuncia, riguardante questo territorio dell’Abruzzo in cui ricade la mia diocesi con 48 comuni e 76 parrocchie. Il fenomeno preoccupante a cui la politica dovrebbe porre attenzione e non essere miope e sorda è il fenomeno dell’invecchiamento e dello spopolamento del territorio”, afferma Monsignor Angelo Spina “Facendo le visite pastorali, dai registri delle parrocchie viene fuori che le persone che ogni anno muoiono sono in numero crescente e poche le nascite. La mancanza di lavoro ha costretto tante famiglie ad andare via e per quanto riguarda i giovani la situazione è drammatica. Da un decennio si sta assistendo a quella che io chiamo “la desertificazione umana”. Tra pochissimi anni, molti dei nostri piccoli paesi spariranno, la stessa Sulmona diventerà nient’altro che un “paesone”. Questo causerà la perdita di storia, di cultura, di civiltà, di tradizioni. Tanti dei nostri paesi resteranno vuoti, per essere riempiti solo per un mese durante l’estate”. Il Vescovo, con molta sapienza, cita anche dati scientifici secondo i quali l’entroterra abruzzese risulterebbe più svantaggiato rispetto alla costa per conformazione orografica e dinamica demografica, aggiungendo che la città di Sulmona è l’unica tra quelle Abruzzesi con più di 15.000 abitanti che tra il 2001 e il 2011 ha perso più di 1000 abitanti con un conseguente e pericoloso indebolimento della dimensione urbana. Il Vescovo afferma poi che in Italia i comuni più attrattivi sono proprio quelli delle dimensioni di Sulmona, mostrandosi così sorpreso dal declassamento di Sulmona da Polo di Attrazione ad Area Intermedia nel “Rapporto di Istruttoria per la selezione delle Aree Interne nella Regione Abruzzo”. Il Vescovo continua avanzando riflessioni significative con tanto di dati alla mano e denuncia come la Regione Abruzzo ha, infatti, localizzato i 7 Poli nella metà settentrionale del territorio abruzzese e nessun polo nella metà meridionale con una concentrazione di 3 Poli solo nella Provincia di Teramo nonostante Chieti, con un solo polo abbia più numeri sia in termini di superficie che di popolazione, così come la provincia dell’Aquila con 2 Poli nonostante abbia la stessa popolazione e una superficie due volte e mezza più estesa di quella di Teramo. Come se non bastasse Valle Peligna e Valle del Sagittario vengono esclusi anche dal progetto per le Macro Aree interne il che ha comportato la non assegnazione di risorse che sarebbero servite per la tutela del territorio delle comunità locali e per la valorizzazione delle risorse naturali, culturali, turistiche, misure necessarie per innescare lo sviluppo. A ciò si aggiunge la chiusura del Punto Nascita dell’Ospedale di Sulmona, senza tener conto delle peculiarità territoriali del Centro Abruzzo quali conformazione orografica, avversità metereologiche e dinamica demografica. “Sembra evidente che la Regione Abruzzo abbia in previsione, per questo territorio Peligno, un disegno tendente all’impoverimento dei servizi essenziali che comporterà un continuo peggioramento della qualità della vita, un progressivo ulteriore spopolamento e una crescente emarginazione. Ecco perché: per amore del mio popolo non posso tacere e non tacerò”. Monsignor Angelo Spina non ci sta e ribadisce a gran voce la sua contrarietà alla chiusura del punto nascita del capoluogo peligno, criticando le scelte della politica a svantaggio dei territori interni a favore di quelli costieri. “La Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia SIGO sostiene che i punti nascita con numero di parti inferiori a 500 devono essere chiusi, fatte salve le particolari esigenze di territori particolarmente disagiati dal punto di vista della mobilità, come comunità montane decentrate o isolate”, per cui conclude “alla luce delle considerazioni esposte non si capisce per qual emotivo la Regione Abruzzo si ostina a non riconoscere che esistono tutti i presupposti per mantenere aperto il Punto nascita di Sulmona, la cui chiusura determinerebbe per il centro Abruzzo un peggioramento della qualità della vita e un ulteriore calo demografico condannandolo così a diventare un territorio sempre più marginale ed isolato dal contesto regionale”. Federica Di Marzio