The news is by your side.

Aperta la Porta Santa, notte celestiniana della riconciliazione e del perdono all’Aquila

L’Aquila. Sette secoli fa circa, da un monte solitario di Sulmona, Pietro del Morrone giunse all’ Aquila, per la prima volta, a dorso di un asino, per essere incoronato papa. Il suo nome divenne Celestino V. Qualche anno dopo avrebbe donato alla città un qualcosa di unico: la “Inter Sanctorum Solemnia”, meglio nota come “Bolla del Perdono”. Oggi, in un caldo pomeriggio, la copia del documento sacro (l’originale, in occasione del suo restauro, si trova attualmente esposto all’Expo di Milano nel Padiglione Italia) è stata trasportata nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio. In solenne processione, il corteo civile, partito alle sedici circa da Palazzo Fibbioni, ha sfilato attraverso le strade del centro storico, passando per  corso Vittorio Emanuele, Piazza Duomo, corso Federico II, viale Crispi e viale Collemaggio; al suo seguito il corteo storico, composto da oltre 800 figuranti in abiti d’epoca. La manifestazione di quest’anno è voluta essere, a detta dei suoi organizzatori, all’insegna dell’integrazione: la Dama della Bolla è infatti Roxana Alejandra Oliveros Garcia, ragazza di origini venezuelane, accompagnata dal Giovin Signore Mirko Schiavone, allievo della scuola sottufficiali della Guardia di Finanza. Dopo i tre rintocchi consueti del legno d’ulivo, al tramontare del sole, la Porta Santa è stata aperta: la notte della riconciliazione e del perdono è cominciata. Diego Renzi