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Appalti e mazzette post #terremoto: in libertà l’imprenditore pugliese che ‘rideva al telefono’

L’Aquila. Il Gip del Tribunale dell’Aquila, ha disposto la liberta’ con il solo divieto di dimora all’Aquila, per Vito Giuseppe Giustino, 65enne di Altamura (Bari), presidente del Cda della societa’ cooperativa l’Internazionale, coinvolto nell’inchiesta della Procura per presunte mazzette nell’ambito di 12 appalti post terremoto del 2009 gestiti dal Ministero dei Beni culturali. Il giudice ha ritenuto attenuate le esigenze cautelari anche alla luce delle dimissioni dell’imprenditore, che si trovava agli arersti domiciliari, dal Cda della cooperativa coinvolta nel presunto appalto truccato, riguardante i lavori di ristrutturazione del teatro comunale dell’Aquila. L’imprenditore aveva destato sconcerto per aver riso al telefono del terremoto del Centro Italia in prospettiva degli affari che ne avrebbe potuto trarre con la propria cooperativa. Nel corso dell’interrogatorio, pero’, Giustino aveva negato questa circostanza anche se nell’ordinanza pero’ il Gip aveva scritto: ‘Ride’.

L’uomo, secondo l’accusa, annuisce e ride parlando delle future commesse, in particolare ad Amatrice (Rieti). Giustino stava al telefono con il geometra della sua stessa ditta, Leonardo Santoro, (anche lui finito inizialmente ai domiciliari). Santoro – si legge nell’ ordinanza – gli racconta quello che ha detto a Lionello Piccinini, dipendente del Mibact Abruzzo, (a sua volta ai domiciliari), dopo il terremoto di Amatrice: “Se ti posso essere utile, voi fate l’elenco, mo’ dovete fare uno screening dei beni sotto vostra tutela: se vi serve qualcosa per i puntellamenti, via dicendo, noi siamo a disposizione”, racconta Santoro a Giustino, che ride piu’ volte. Come si legge nelle 183 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, dopo le nuove scosse di terremoto “gli imprenditori monitorati da questo ufficio, tra i quali hanno assunto un comportamento particolarmente cinico i rappresentanti della societa’ l’ Internazionale, hanno cercato nuovi incarichi, grazie ai rapporti diretti con i pubblici funzionari”. Santoro, riassume il Gip, spiegava al suo datore di lavoro “che presso il Mibact era stata creata un’unita’ di crisi per valutare i danni ai beni architettonici. Giustino, sentite le parole del Santoro – si legge sempre nell’ordinanza – ha riso in maniera beffarda della nuova situazione venutasi a creare, in quanto per l’impresa il nuovo sisma non avrebbe potuto che portare nuovi introiti, tanto piu’ se l’appoggio di Piccinini e Marchetti (altri due arrestati, ndr), funzionari del Mibact e inseriti nell’unita’ di crisi, non sarebbe venuto meno”.