The news is by your side.

Arap e Soprintendenza, Cialente: furti, scippi, sgarbi a carico di una città

L’Aquila. Fa sentire la sua voce il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente sugli ultimi accadimenti relativi, in particolare, all’agenzia regionale delle attivita’ produttive (Arap) e della Soprintendenza unica. “Ancora una volta – scrive in una nota – infuria una polemica sui furti, gli scippi, gli sgarbi a carico ora di una citta’, ora di un’altra: in tutti i settori, da quello sanitario agli uffici regionali o statali. Il tutto scatenando livori e, di volta in volta, designando nemici o paventando disegni, additando eventuali traditori o lacche’. massimo cialenteSul campanile non si scherza, colpisce le viscere di una comunita’; chi lo invoca, non puo’ perdere. Secondo me sono decenni che noi perdiamo; se provassimo a rivedere la storia dell’Abruzzo e le sue vicende alla luce delle politiche localistiche, capiremmo il perche’ delle pesantissime difficolta’ che oggi abbiamo, del perche’ sono 30 anni che siamo inchiodati ad 1 milione e 300mila abitanti, del perche’ interi pezzi dell’ Abruzzo interno stanno morendo. Non e’ da adesso che provo a fare queste riflessioni, e quando mi dice bene, ma proprio bene, vengo preso ingenuo, altre volte per scemo. Negli ultimi giorni vi sono state due vicende: quella della sede dell’ Arap e quella della Soprintendenza. La riorganizzazione dell’Arap – ricorda il sindaco – e’ stata voluta e votata dalla giunta di centro destra. Adesso, i centro destra aquilano grida allo scippo. Allora mi permisi di sollevare qualche problema in merito alla legge ed ai suoi contenuti, non rispetto alla sede. Ci fu un grande ed assordante silenzio! Qualche giorno fa in una riunione con il vice presidente della regione Lolli, assessore alle attivita’ produttive, alla presenza di tutti i sindacati e le organizzazioni imprenditoriali, non una voce ha difeso il lavoro dei nuclei industriali di questi anni, anzi, tutti hanno chiesto che in occasione di questa riorganizzazione finalmente ai vecchi nuclei industriali si vadano a sostituire sportelli efficaci ed efficienti per azioni di marketing territoriale e soprattutto servizi alle imprese. Dunque il problema non e’ avere la sede a Pescara, all’Aquila, a Lanciano, a Vasto o a Chieti, dove per sede si intende il posto dove si fanno le buste paga, il rilievo delle presenze del personale e qualche acquisto, ma e’ avere, finalmente, strutture sul territorio capaci di renderci competitivi come altri territori”. “Questo – osserva il primo cittadino – e’ un ragionamento politico che pero’ non si fa perche’ complicato, perche’ bisognerebbe ammettere che alcuni non hanno lavorato bene, che siamo insoddisfatti, che bisogna cambiare e mettersi tutti alla prova. Piu’ facile anche per il centro destra, che due anni fa ha votato il provvedimento, gridare allo scippo. Lo stesso sta accadendo per la vicenda della Soprintendenza archeologica che e’ sempre stata a Chieti. Oggi, nell’ambito della riorganizzazione nazionale considerando che il capoluogo e’ sede di una nuova e globale soprintendenza per il territorio del cratere, viene accorpata la parte Abeap a quella di Chieti. Ci armiamo per una guerra contro Chieti? Io – prosegue Cialente – personalmente ritengo che il trasferimento del polo museale all’Aquila, la creazione del Maxxi e l’istituzione di una soprintendenza unica, siano una grande occasione per L’Aquila e per l’intero Abruzzo. E’ chiaro che di fronte abbiamo una sfida. Quanto sara’ capace questa citta’ di esaltare il ruolo della soprintendenza unica, soprattutto considerando quanto emerge in questo periodo su tutta la storia dell’Aquila e del suo comprensorio, della scelta del comune dell’Aquila di finanziare gli scavi di Amitenrum e del dover gestire la ricostruzione, la manutenzione e la valorizzazione di uno dei piu’ grandi patrimoni architettonici italiani ed europei? Se provassimo a pensare al futuro come ad un obiettivo di tutti gli abruzzesi e non di un gruppetto, senza invidia e gelosie, non potremmo ottenere molto di piu’? Quello che e’ gia’ previsto in altre regioni, per la nostra non sarebbe un ‘dono’ ma una giusta e necessaria organizzazione funzionale? Come abruzzese, prima ancora che come sindaco, inviterei tutti ad abbassare i toni, considerando che fra pochi mesi ci attende una sfida decisiva: la riorganizzazione della rete ospedaliera. Se disgraziatamente, anziche’ con la testa preparata e con la lungimirante generosita’ di intenti, dovessimo andare ai tavoli di confronto esibendo i muscoli o la logica dei numeri – commenta infine Cialente – impediremmo a questa terra di avere un futuro”.