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Area di crisi complessa Val Vibrata, Pepe (Pd): serve una proroga, rischiamo di perdere risorse e opportunità

Teramo. Il vice-capogruppo regionale del Pd, Dino Pepe, ha scritto al governatore Marsilio, all’assessore al lavoro Quaresimale e all’assessore alle attività produttive D’Amario, al governo, alla Regione Marche e ai presidenti delle Province di Teramo e Ascoli Piceno per conoscere come intendano riprogrammare le economie che restano a disposizione dall’area di crisi complessa della Val Vibrata, voluta dal Mise con decreto del 10 febbraio 2016 e realizzata dalla precedente giunta.

“Posto che tali risorse hanno regole molto cogenti, con la conseguenza che la mancata spesa porterebbe al taglio delle somme previste sul programma da parte della Commissione Europea e in considerazione del fatto che le economie disponibili, da subito, possono essere riprogrammate e impegnate sulle misure che hanno prodotto maggiori risultati, come ad esempio l’avviso per la concessione di aiuti alle assunzioni, ho chiesto al presidente e agli assessori al ramo quale fosse l’orientamento del governo regionale abruzzese sulla riprogrammazione delle economie sopra richiamate” spiega Dino Pepe. “Il ministero ha già sollecitato Marsilio con una nota del 17 luglio e la giunta regionale delle Marche ha già deliberato in tal senso il 27 luglio 2020”.

“Considerati gli importanti risultati avuti sul campo, è fondamentale chiedere la proroga dell’accordo riprogrammando le economie e impegnare nuove risorse, puntando in particolar modo a concedere nuovi aiuti per le assunzioni, visto anche il momento di oggettiva difficoltà globale dovuto alla pandemia e dagli effetti della crisi. Bisogna però fare presto, se non arriva la proroga per l’area di crisi complessa della Val Vibrata si perderanno risorse e opportunità” continua Pepe. “Questo consentirebbe inoltre di attrarre nuovi investimenti e sostenere il reimpiego dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro. Auspico il tal senso che la maggioranza possa accogliere questa proposta dando così nuovo vigore all’area di crisi complessa della Val Vibrata e alle aziende del comparto” conclude.