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Ateleta rivive la Sagra dell’agnello all’insegna di tradizioni, sapori e saperi del passato

Ateleta. Non è una semplice manifestazione popolare, nemmeno la solita sagra.
Quella organizzata tra i selvaggi e incontaminati boschi di Ateleta è una vera e propria festa di comunità, dove turisti e residenti tornano a promuovere i valori dell’amicizia, della tradizione e del vivere comune.

La sagra dell’Agnello, organizzata in località Bosco del cavaliere, riesce a coniugare la tradizione del buon cibo con la bellezza della natura. Immersa tra gli alberi del bosco, nella zona della frazione di Sant’Elena, la festa si trasforma grazie al lavoro del locale Gruppo Alpini, dei volontari di Protezione Civile e delle altre associazioni locali, in un’occasione per riscoprire antichi valori e antichi sapori.

L’evento, che si è tenuto nella giornata di ieri, riveste un ruolo importante nelle attività estive di Ateleta, caratteristico comune di circa 1.200 abitanti baciato dalle rive del fiume Sangro e contornato da splendide montagne come l’imponente Monte Secine.

La giornata si è svolta all’insegna dell’allegria, delle bellezze naturali e del buon gusto di prodotti locali come la carne di ottima qualità, l’agnello, gli arrosticini, fino alla polenta al tartufo, piatti che hanno fatto dimenticare le attese dovute a qualche inevitabile fila. Tutto animato da musica popolare ma anche per i più giovani con il Gruppo folk “I Briganti della Maiella” e Flavio DJ.

Quest’anno all’evento era presente il presidente dell’Associazione nazionali alpini (Ana) Sezione Abruzzi, Pietro D’Alfonso, che ha ricordato i valori che legano le penne nere a questo territorio incontaminato e all’amore per la natura, ringraziando per l’impegno non solo gli alpini e la protezione civile, ma anche i giovani che hanno collaborato alla realizzazione della manifestazione, “futuro a cui bisogna guardare”.