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Attacchi social alla neo ministra Bellanova, Acerbo (Prc): no a paragoni con Di Vittorio, è davvero simbolo del Pd

Il segretario del Prc: "ex sindacalista che ha votato l'abolizione dell'articolo 18"

Pescara. “Trovo classisti e sessisti gli attacchi che sta ricevendo sui social la neoministra Teresa Bellanova. Sono al livello degli insulti piddini contro il “bibitaro” Di Maio (ne merita tanti ma non quelli). Tengo a precisare che non nutro alcuna simpatia per la neoministra come per l’ambizioso pentastellato. Anzi confesso che appartiene a una delle categorie per me eticamente più sgradevoli: ex-sindacaliste/i che fanno carriera politica votando contro i lavoratori”. Lo scrive su facebook Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. “Confesso che non riesco a essere solidale e trovo ridicolo ogni accostamento a figure come quella di Di Vittorio né il tentativo di presentarla come “la bracciante”.

“Il Pd ne sta facendo un simbolo tessendone l’agiografia”, dice Acerbo, “ed effettivamente Teresa Bellanova è davvero un simbolo del Pd. Se la sua storia rimanda a qualcosa non è certo ai sindacalisti, dirigenti politici e amministratori comunisti e socialisti che venivano dalla classe lavoratrice. Semmai evoca il ricordo più recente di un ceto politico, quello del centrosinistra e del Pd, che ha fatto carriera distruggendo le conquiste di quel glorioso passato. È segno dei tempi che sui social venga insultata perché non ha laurea e diploma. Negli anni ’60 e’ 70 le avrebbero gridato “venduta”. Anche dal tipo di insulti che si rivolgono ai politici si misura la coscienza di classe e la civiltà di un paese. “Vorrei dire inoltre che”, conclude Acerbo, “comunque la ministra di sicuro non è fessa e magari all’agricoltura farà cose buone. Attendiamo ravvedimento operoso”.