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Aumentano in Abruzzo le imprese degli immigrati, ecco la fotografia del centro studi e ricerche Idos

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Pescara. Aumentano in Abruzzo le imprese degli immigrati. Lo dice il “Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2019” redatto dal Centro Studi e Ricerche Idos in collaborazione con la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (Cna) e con il contributo dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (Oim) – Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo. Le oltre 14.100 imprese a guida immigrata che operano in Abruzzo (il 2,3% totale italiano) incidono per poco meno di un decimo (9,5%) sull’insieme delle attività imprenditoriali registrate in regione a fine 2018. Si tratta di una percentuale molto vicina alla media nazionale (9,9%) e sensibilmente superiore alla media del Meridione (7,0%), area all’interno della quale l’Abruzzo continua a spiccare per caratteristiche dell’immigrazione più simili agli standard del Centro Italia.

Il “Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2019” dice anche che, rispetto all’anno precedente, il numero delle imprese immigrate è cresciuto, in regione, del 2,4%, valore simile a quello registrato a livello nazionale (+2,5%), ma inferiore alla media del Sud Italia (+3,0%), rispetto al 2013 in Abruzzo tali realtà imprenditoriali sono aumentate di una quota (11,4%) inferiore a quella rilevata mediamente sia in Italia (+21,1%) sia nel Mezzogiorno (+31,2%).

Ciò non ha impedito alle imprese, tuttavia, di possedere tassi d’aumento nettamente superiori a quelli che, nella stessa regione, hanno riguardato il resto delle imprese, che rispetto al 2017 sono rimaste stabili (+0,2%) e rispetto al 2013 sono diminuite (-1,4%), secondo un andamento in linea con quello rilevato mediamente nel Paese (rispettivamente -0,1% e -1,2% nei due periodi considerati).

Spostando l’attenzione sulle quasi 11mila persone nate all’estero che, in Abruzzo, sono titolari di un’impresa individuale, operanti per lo più nel Teramano (oltre 3.500) e nel Pescarese (circa 3.100), non è trascurabile che ben quasi un terzo di esse (31,3%), con picchi del 35,7% nel Chietino e del 32,6% nel Teramano, sia costituita da donne, contro un’incidenza media che a livello sia nazionale (23,8%) sia del Sud Italia (24,9%) si attesta a meno di un quarto del totale. Per la maggior parte si tratta di imprenditori nati in Svizzera (10,7% del totale), Romania(10,3%), Cina (9,4%), Marocco (8,3%), Albania (6,9%) e Senegal (6,6%). Si tratta di una graduatoria piuttosto differente da quella rilevata a livello nazionale, in cui ai primi posti si succedono rispettivamente Marocco (14,1%), Cina (11,5%), Romania (10,7%) e Albania (6,9%), seguite da Bangladesh (6,6%) ed Egitto (4,0%).

È da notare che gli imprenditori immigrati nati in Svizzera – che primeggiano a livello regionale e nel Chietino e sono secondi nel Teramano e quarti nel Pescarese – sono, con molta probabilità, figli di emigrati abruzzesi, ovvero italiani di seconda generazione rientrati in Italia, che hanno iniziato un’attività in proprio nella regione d’origine dei genitori, essendo la Svizzera uno dei principali Paesi in cui, in passato, si è diretta l’emigrazione della regione e, in generale, dell’Italia meridionale (non a caso gli imprenditori originari del paese elvetico sono terzi, per numero, all’interno del contesto complessivo del Mezzogiorno).