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Aumentare i bus per tornare a scuola in sicurezza: il prefetto di Chieti vara il documento operativo

Chieti. Il prefetto di Chieti, Armando Forgione, ha varato il documento operativo per il raccordo degli orari delle attività didattiche con gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, in modo che dal 7 gennaio 2021 possa essere garantita la didattica in presenza al 75% della popolazione studentesca delle scuole secondarie di secondo grado di Chieti e provincia, 11.953 studenti suddivisi in 41 istituti scolastici, prevedendo l’aumento delle corse e del numero dei mezzi di trasporto, per il rispetto del limite di capienza dei bus al 50%. Lo ha reso noto la prefettura di Chieti.

Dal tavolo tecnico provinciale, al quale hanno partecipato i rappresentanti della Regione Abruzzo, della Provincia, dei Comuni, delle forze di polizia, dell’ufficio scolastico provinciale, della motorizzazione civile e delle società di trasporto, è emersa la priorità di garantire la sicurezza degli studenti sia all’interno dei mezzi pubblici di trasporto sia nei pressi delle fermate: al riguardo il prefetto ha diramato una specifica richiesta alle forze di polizia e ai sindaci dei Comuni più grandi perché predispongano servizi mirati di controllo, idonei a evitare la formazione di folle, valutando anche l’individuazione di fermate e percorsi alternativi o aggiuntivi.

Per le scuole di Chieti, Lanciano e Vasto sono stati previsti orari differenziati con ingressi scaglionati, mentre per il distretto di Ortona si è deciso di lasciare invariato l’orario già in vigore. Orari invariati nei centri più piccoli della provincia in cui sono ubicati istituti superiori di secondo grado, ovvero Villa Santa Maria, Casoli, Atessa, Guardiagrele, San Salvo, Scerni, Gissi e
Casalbordino. I rappresentanti della Regione, alla luce del limite di capienza dei mezzi di trasporto fissato dalle norme al 50%, hanno garantito lo stanziamento di risorse per implementare i servizi, anche attraverso la possibilità per le aziende di trasporto pubblico locale di far ricorso al mercato esterno nell’ipotesi in cui gli autobus a disposizione siano insufficienti.