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Aumenti A24 A25: esplode la polemica, accuse anche alla Regione. Toto: 57% a parte pubblica

L’Aquila. Non si placa la polemica sugli aumenti del pedaggio autostradale in A 24 e A 25 in vigore già da ieri. Gli adeguamenti tariffari in questione hanno fatto registrare un più 3,45% sulle tariffe della concessionaria Strada dei Parchi. “Siamo consapevoli del momento di crisi” ha detto Cesare Ramadori, Ad della società “ma il 57% delle nostre tariffe vanno alla parte pubblica. brevi_chiuso-per-due-notti-il-casello-pescara-chieti-della-a14Col 43% manteniamo in funzione ed adeguiamo l’autostrada”. Ma questo non basta a placare il coro di polemiche che muove accuse alla stessa società e anche alla Regione Abruzzo. Primo tra essi il deputato di Sinistra Italiana Gianni Melilla che sulle questione annuncia un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture chiedendo poi alla Regione una netta posizione. “Su 27 concessionarie autostradali italiane solo 7 rincarano nel 2016 i pedaggi” dice Melilla “e tra esse Strada dei Parchi. Quest’anno il rincaro è il secondo più caro tra le 7. Siamo ben oltre l’inflazione! L’aumento è ancora più ingiusto se si considera lo stato dell’autostrada dei parchi, ormai vecchia e insicura. Il suo alto costo scoraggia il traffico automobilistico visto che per andare a Roma si spende più per il pedaggio che per la benzina! E anche per quanto riguarda il servizio di ristoro e dei combustibili vi è da rilevare la vergogna di cento chilometri di autostrada tra Pescara e Avezzano senza nessuna stazione di servizio”. Anche il presidente della Fita Cna Abruzzo, Gianluca Carota, chiama in causa la Regione perché c’è il “rischio che l’intero sistema economico regionale perda competitività”. “E’ bene ricordare, per capire di cosa si sta parlando” aggiunge il presidente della Fita-Cna “che le tariffe di Strada dei Parchi, stando alle informazioni pubblicate sul sito della stessa, sono aumentate del 4,78% nel 2010; dell’8,14% nel 2011; dell’8,06% nel 2012; dell’8,28% nel 2014. Il fatto che ciò avvenga” e non ne dubitiamo “in conformità al contratto di convenzione stipulato con Anas, nulla toglie o aggiunge al fatto che si tratti di una stangata che si ripercuoterà negativamente sull’intero sistema economico abruzzese, sulle imprese del trasporto e sui costi delle impresa, con la conseguente perdita di competitività con altri territori. Motivo che ci spinge a chiedere alla Regione un intervento sul governo a difesa degli interessi degli abruzzesi”. Maurizio Acerbo, della segreteria nazionale PRC-Se, rincara la dose e afferma che “l’Abruzzo è terra di ignavi che si dicono di sinistra ma davanti ai poteri forti sanno solo fare l’inchino”. “Il gruppo Toto” afferma infine Acerbo “continua a tartassare indisturbato gli abruzzesi. Che debba essere l’opposizione di centrodestra a chiedere di convocare la conferenza dei capigruppo la dice lunga sull’impegno dell’attuale maggioranza contro gli aumenti. L’onnipresente Presidente D’Alfonso che conosce benissimo la materia in quanto è un dirigente Anas avrebbe dovuto per tempo intervenire con fermezza per scongiurare aumenti facendo doverose pressioni sul Governo. Purtroppo per noi il rapporto tra la famiglia Toto e D’Alfonso è talmente stretto che il Presidente si è autodefinito ‘damo di compagnia’ in sede processuale”.