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Backstage Univaq propone “M’illumino di dentro”, invito alla riflessione sullo spreco di energia

L’Aquila. Venerdì 13 febbraio alle 17.30, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Umane, in Viale Nizza all’Aquila, l’Università dell’Aquila, tramite la sua “costola culturale anarchica” Backstage Univaq, propone M’Iillumino di dentro. L’evento è presentato in occasione della giornata di sensibilizzazione al Risparmio Energetico “M’illumino di meno”, promossa da Caterpillar RadioRai Due. L’obiettivo della campagna di Caterpillar è invitare a una riflessione sul tema dello spreco di energia, e promuovere in alternativa best practices di risparmio energetico. Target della campagna sono istituzioni, comuni, associazioni, scuole, aziende e milluminodidentrosingoli cittadini. In questo senso l’iniziativa “M’illumino di dentro” prova a rilanciare il tema in un modo originale, stimolante e sperimentale, come deve essere per  una Università viva che crea cultura e rompe gli schemi. M’illumino di dentro sarà un esperimento interessante di comunicazione al buio per accendere lampadine nella mente. Risparmiamo energia spegnendo le luci, tutte, neanche una candelina, e proviamo ad accendere l’attenzione e la curiosità su temi scientifici introdotti da tre ricercatori dell’Università. Saranno tre lezioni brevi di venti minuti ciascuna, su temi molto distanti l’uno dall’altro, scarnificate da tutto ciò che non è pura comunicazione verbale: luci spente, lavagna inutilizzabile, proiettore spento, come spento sarà il linguaggio non verbale degli oratori invisibili. Unico feedback ad assicurare l’attenzione dei presenti: il silenzio. Seduti sui banchi, con frustrazione simmetrica, gli “ascoltatori” costretti all’ascolto. Smart phone rigorosamente oscurati. Negli spazi interstiziali tra le lezioni musica di archi dal vivo che emerge dal buio. Il buio fa scomparire le differenze, obbliga all’attenzione, costringe alla chiarezza, a calibrare le parole per renderle immagini. Il buio, insomma, come eccezionale opportunità non solo per risparmiare, ma anche come via alternativa alla comprensione e alla comunicazione.