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Bagarre in Regione per la stanza di Di Matteo: scontro anche sull’orario di protocollo di una lettera

L’Aquila. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso in merito a quanto affermato dall’ex assessore Donato Di Matteo ha reso nota una lettera nella quale la segreteria particolare della Presidenza comunicava al direttore generale della Regione Rivera, al direttore delle risorse umane Bernardini e all’istituto di vigilanza Ivri ”l’impellente necessità di dover disporre di un adeguato numero di stanze” per la sistemazione del personale dagli uffici della regione di viale Bovio a quelli di Piazza Unione. Le stanze in questione erano ”già assegnate temporaneamente all’Enea e alla segreteria temporanea di un assessore dimissionario”. Quindi per garantire la salvaguardia dei beni rimasti nelle stanze le chiavi sono state poi affidate al servizio di guardiania. Le stanze sono state riaperte e il materiale riconsegnato a Di Matteo.

”Pare molto strana la lettera protocollata odierna da Enzo Del Vecchio, credo posticipatamente alla mia telefonata di questa mattina, effettuata in macchina e in viva voce alla presenza di collaboratori, nel corso della quale chiedevo spiegazioni sulla inaspettata chiusura delle stanze in piazza Unione. Lo stesso mi spiegava che su questa situazione non aveva nulla a che vedere e che questa era stata una disposizione del presidente e che mi sarei dovuto rivolgere a D’Alfonso”. Lo si legge in una nota emanata dall’ex assessore Donato Di Matteo. ”Con Del Vecchio – prosegue Di Matteo – mi ero accordato martedì scorso che avrei lasciato tutte le stanze dell’assessorato, il tempo considerando la festività del  25 aprile, di preparare degli scatolone da salire al quinto piano, nella stanza assegnata al gruppo Abruzzo Facile. Una vicenda paradossale che mi costringe a rivolgermi alle vie legali qualora persistano menzogne e posizioni ambigue sul caso”.

”Non è mio costume e non è nella mia funzione di responsabile della segreteria del presidente della Regione confrontarmi in questi termini con consiglieri, assessori, dirigenti e colleghi dell’ente regionale con argomenti menzogneri o posizioni ambigue”. Lo si legge nella nota che Enzo Del Vecchio ha stilato in risposta alla presa di posizione di Donato Di Matteo sulla vicenda delle stanze e della
lettera della Regione. ”Sulla vicenda richiamata dal consigliere regionale Donato Di Matteo, a cui va pure la mia simpatia personale (peraltro ricambiata, a quanto mi consta), voglio rassicurarlo sulla linearità dei miei comportamenti e delle azioni sottese con la nota datata 26 aprile 2018 (il sistema ne certifica la creazione alle ore 19,21) che questa mattina è stata regolarmente protocollata (il sistema registra alle ore 8,49) ed inviata ai destinatari della stessa – puntualizza – Sempre questa mattina ho ricevuto una telefonata dal consigliere Di Matteo (la memoria remota del telefono indica le ore 8,53) nel corso della quale mi veniva rappresentato il suo
disagio e disappunto. Senza ulteriormente addentrarmi nella questione posta, gli elementi di memoria remota su tutto il procedimento sin qui tenuto dallo scrivente non sono da ricondurre a fasi successive alla telefonata citata dal consigliere”. ”Spero così di aver rappresentato correttamente e linearmente il percorso tenuto in una attività che nulla ha di polemico ma è unicamente dettata da esigenze organizzative derivanti dal decreto del Presidente n. 20 del 9 aprile scorso sulla revoca e nomina di nuovi assessori e sulla necessità – di cui la riunione odierna delle ore 17,30 è ulteriore testimonianza – di reperire spazi adeguati per far fronte alle esigenze della Regione Abruzzo”, conclude Del Vecchio.