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Balneabilità, resta il divieto a Fosso Pretaro. Acquisite le cartelle cliniche dei malati

Pescara. A seguito dei risultati resi noti dall’Arta sui campionamenti suppletivi nella zona di Fosso Pretaro e riferiti al prelievo del 20 agosto scorso, malgrado i valori siano nella norma e sensibilmente migliorati rispetto ai precedenti nei 100 metri a nord e a sud del Fosso, restano ancora non conformi quelli relativi alla parte centrale della zona antistante il canale. Tale situazione conferma il mantenimento dell’ordinanza sul divieto di balneazione e concentra supescara spiaggialla condotta le indagini circa le cause, per individuare la criticità e intervenire con la messa in sicurezza. Forestale e capitaneria di porto all’ospedale di Pescara per acquisire copie delle cartelle cliniche dei pazienti che, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, hanno avuto gastroenteriti e dermatiti che potrebbero essere legate al mare inquinato. L’indagine si muove su due fronti: il primo è capire il perché dell’inquinamento, non solo nella zona di via Balilla, nel centro di Pescara, ma anche a Fosso Pretaro, al confine tra Pescara e Francavilla. Forestale e capitanieria andranno anche all’Arta e soprattutto all’Aca, il gestore della rete fognaria e dei depuratori. Per misurare quanto funzionano i depuratori, la forestale eseguirà dei prelievi in diversi punti. L’obiettivo dell’indagine è stabilire se ci sono responsabilità nella gestione degli impianti. Il fascicolo è ancora senza ipotesi di reato, ma potrebbe prefigurarsi il reato di inquinamento ambientale. Il secondo fronte è quello che riguarda l’ordinanza di Alessandrini che nessuno ha potuto leggere in tempo reale perché non diffusa. Anche in questo caso, per ora, non ci sono indagati ma è certo che, nei prossimi giorni, si comincerà al ascoltare i testimoni e tra questi ci sarà anche il sindaco Alessandrini.