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Bilancio positivo per il dibattito pubblico sugli usi civici: ridare equilibrio e certezze a Comuni e Asbuc

L’Aquila. Si è svolta nella sala conferenze Benedetto Croce di Palazzo dell’Emiciclo la prima conferenza regionale sui domini collettivi. Il dibattito pubblico, organizzato in collaborazione con il Centro studi sulla proprietà collettiva e la cultura del giurista Guido Cervati, ha visto la partecipazione del presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, del presidente della Commissione Agricoltura, Lorenzo Berardinetti e del presidente della Commissione Territorio, Pierpaolo Pietrucci. Hanno dato il contributo e sono intervenuti anche Fabrizio Politi e Fabrizio Marinelli dell’Università dell’Aquila e Rodolfo Ludovici dell’Ordine degli Avvocati dell’Aquila.

“Abbiamo organizzato questa iniziativa”, ha spiegato il presidente Di Pangrazio, “per ascoltare la voce dei rappresentanti delle Asbuc (Amministrazioni separate dei beni di uso civico), ma soprattutto degli esperti del settore che hanno potuto esporre le loro riflessioni sulla nuova legge regionale degli usi civici. Contributi preziosi per capire se occorre fare delle modifiche o delle integrazioni al testo presentato in Commissione, in modo tale che la Regione si possa dotare di uno strumento moderno che serve per dare autonomia a quegli enti che gestiscono, organizzano e promuovono l’uso delle terre civiche”. “Ben venga questa riunione organizzata dal presidente Di Pangrazio”, ha dichiarato Berardinetti, “perché ha permesso un confronto sul testo di legge presentato dal sottoscritto, dal Capogruppo del Pd Sandro Mariani e dall’assessore Dino Pepe. Un testo che permette di superare otto leggi regionali e ridare equilibrio ma soprattutto certezze ai Comuni, alle Asbuc e a tutti i soggetti interessati”. Pierpaolo Pietrucci ha invece parlato di “risultato soddisfacente, quello reclamato: per legiferare su una materia così sensibile e complessa dove certamente troveremo il modo per creare il confronto e raccogliere il contributo degli operatori, a cominciare dalle Amministrazioni separate, che in Abruzzo sono oltre 30, di cui 12 solo nell’aquilano”.