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Biondi afferma di non volere Saviano e Zerocalcare perché L’Aquila è una città nobile. Ma per il festival c’è ancora una possibilità

L’Aquila. Il sindaco Pierluigi Biondi è tornato a parlare del tema clou delle ultime settimane e lo ha fatto a Roma, in occasione della kermesse del suo partito (Fratelli d’Italia), Atreju.

“Non li voglio perché L’Aquila è una città nobile, plurale, aristocratica e non merita questo genere di cose” esordisce il sindaco aquilano, che ha poi continuato: “È notizia di qualche giorno fa, che io sono stato accusato di censura semplicemente per aver detto a una tizia che non era possibile spendere 700mila euro in quattro giorni per una carnevalata di sinistra”.

Ovviamente, il riferimento è quello del Festival internazionale degli incontri, dedicato al decennale del terremoto, in programma all’Aquila dal 10 al 13 ottobre e finanziato con 700.000 euro, tutti stanziati dal ministero, “peraltro durante il precedente governo, quindi il sindaco non dovrebbe avere alcuna voce in capitolo ma ha deciso di fare una battaglia politica bloccando, di fatto, tutto” fa sapere Silvia Barbagallo, direttrice artistica dell’evento, ennesima protagonista di una vicenda che sta spopolando nelle pagine di tutti i giornali nazionali nonché la “tizia” a cui ha fatto riferimento lo stesso Biondi, nella dichiarazione sopra riportata.
“Il festival” continua Barbagallo “non può partire perché il comune deve sbloccare i fondi all’ente attuatore, che è aquilano: l’Istituzione sinfonica aquilana. Servono i soldi per pagare le maestranze e poi autorizzazioni per i luoghi che sono tutti comunali”. Un evento , quello del Festival internazionale degli incontri, che ora rischia di non partire, con il sindaco che ha contestato fin da subito la presenza di Saviano e Zerocalcare.
“Siamo agli sgoccioli. Ci sono stati altri luoghi che si sono offerti di ospitare la rassegna ma quei soldi sono stati stanziati per l’Aquila e per gli aquilani. Con contenuti legati alla città. Saviano e Zerocalcare sono addolorati, stavano lavorando per questo”. Conclude la direttrice artistica dell’evento, che poi rivela: “teoricamente, il ministero dei beni culturali, che ora sta osservando la situazione con attenzione, potrebbe decidere d’intervenire e sbloccare il tutto, salvando di fatto il Festival. Infatti, l’ultima parola spetta proprio al Mibac”.