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Biondi chiude crisi al Comune dell’Aquila, fuori dalla Giunta i 3 assessori della Lega

Biondi revoca incarichi ad assessori Aquilio, Ferella e Taranta

L’Aquila. Fuori dalla Giunta comunale i tre assessori della Lega: con questa decisione, per molti versi clamorosa, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, ha deciso di chiudere la crisi politica e la conseguente empasse che attanagliano dal mese di luglio l’amministrazione di centrodestra che dal giugno del 2017 guida il Comune dell’Aquila. Il primo cittadino ha risolto il duro scontro con i salviniani defenestrando con una nota diramata in serata, i tre assessori Fabrizia Aquilio, Daniele Ferella e Fabrizio Taranta, ai quali dopo l’attacco della Lega alla maggioranza nella seduta del 16 luglio scorso, aveva già ritirato le deleghe.

Per molti si tratta di un salto nel buio: infatti, non è chiaro come Biondi intenda andare avanti visto che i numeri in consiglio comunale si assottigliano considerando che i salviniani, che per ora non hanno replicato, passeranno alla opposizione: secondo alcune indiscrezioni, avrebbe costruito un asse con il gruppo di opposizione de “Il passo possibile” guidato dal consigliere regionale di centrosinistra Americo Di Benedetto, candidato sindaco perdente alle elezioni del giugno 2017. Gli stessi che avevano salvato l’amministrazione di centrodestra votando il bilancio e coprendo il no dei salviniani. A far divampare la crisi era stato il capogruppo della Lega, Francesco De Santis, che il 16 luglio scorso aveva lanciato autentiche bordate al centrodestra aprendo una crisi ed una spaccatura che non si sono ricomposte nonostante i numerosi incontri con il gruppo leghisa guidato dal coordinatore regionale, il deputato Luigi D’Eramo, che della Giunta comunale ha fatto parte fino a qualche mese dopo la elezioni alla Camera dei deputati nel marzo del 2018. Secondo quanto si è appreso, il sindaco avrebbe rotto gli indugi in seguito al rifiuto, netto, dei salviniani a rinunciare ad un posto nell’esecutivo, alla luce della presenza di soli tre consiglieri comunali, successiva all’abbandono del gruppo da parte di Elisabetta De Blasis e Tiziana del Beato. Biondi ha confermato i sette assessori ma non ha comunicato i sostituti, segno che sono in corso trattative in seno alla maggioranza: i tre posti potrebbero andare a Forza Italia (1) e 2 a Fratelli d’Italia, uno per il sindaco e uno nella componente che fa capo all’assessore regionale al Bilancio Guido Liris, fino al febbraio dello scorso anno, vice sindaco.

“Un atto doloroso ma inevitabile, giunto al termine di un lungo confronto tra le forze di maggioranza”, ha spiegato il sindaco nella nota, “una decisione che è esclusivamente politica e non personale nei confronti di tre persone che, con costanza e impegno, hanno lavorato a servizio di questa terra e che hanno concorso al processo di rinascita che la città sta vivendo sotto ogni punto di vista. La stima che nutro nei loro confronto era e rimane immutata. Per il momento, pertanto, la giunta, risulta composta da sette componenti ed è formata, oltre che dal sottoscritto, da: Raffaele Daniele, che mantiene l’incarico di vice sindaco, Carla Mannetti, Fausta Bergamotto, Maria Luisa Ianni, Francesco Cristiano Bignotti e Vittorio Fabrizi”.

Il consiglio comunale dell’Aquila vede 33 consiglieri compreso il sindaco. La maggioranza è composta da 8 consiglieri di Fdi, più il sindaco, da 5 di Forza Italia e 2 della civica L’Aquila Futura: del centrodestra fanno parte anche anche il consigliere del gruppo Misto Roberto Silveri è quello dell’Udc Luciano Bontempo che però molto spesso si sono mostrati critici nei confronti della gestione Biondi. Quindi sono 16 i voti sicuri, insufficienti per riunire l’assemblea comunale che è valida con 17 seggi. L’opposizione conta 4 consiglieri della civica “Il Passo Possibile” , 2 del Pd , 2 di Italia Viva, 1 Articolo Uno, ed 1 ciascuno alle tre civiche “Cambiare Insieme”, “L’Aquila Sicurezza lavoro” e “L’Aquila chiama chi ama L’Aquila”. In tutto 12 consiglieri ai quali potrebbero aggiungersi i tre della Lega.