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“Biondi e Liris in discoteca mentre L’Aquila brucia”, accusati a Tortoreto si sfiora la rissa (video)

L’Aquila. Questa notte, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e l’assessore regionale Guido Quintino Liris sono stati avvistati in una discoteca di Tortoreto: il fatto ha destato scalpore sui social perché, durante la notte, le montagne nei pressi dell’Aquila continuavano a bruciare.

Sembrerebbe che il sindaco e l’assessore siano stati riconosciuti e avvicinati da alcune persone, che li avrebbero accusati di scorrettezza istituzionale. In un video pubblicato su Facebook da una delle persone coinvolte, si può vedere che, durante l’alterco, il sindaco Biondi è stato trattenuto fisicamente da un buttafuori.

L’evento è stato amplificato sui social, e ripreso anche dal deputato M5S Fabio Berardini, che ha scagliato un attacco durissimo nei confronti del sindaco Biondi: “Un sindaco intelligente non va in discoteca mentre le montagne della propria città bruciano. Un sindaco intelligente rimane sul territorio per monitorare la situazione. Un sindaco intelligente dovrebbe sapere che le fiamme rischiano di arrivare nel centro abitato. Un sindaco intelligente dovrebbe, inoltre, dare l’esempio indossando la mascherina ed evitando assembramenti. Invece questa notte, mentre le montagne dietro all’Aquila bruciavano, il sindaco del capoluogo di Fratelli D’Italia, Biondi, ha pensato bene di andarsene in discoteca, senza mascherina” scrive Berardini. “Questa è la banda del mojito. Pazzesco”, conclude, per poi aggiungere: “In qualità di parlamentare nella giornata di ieri mi sono recato sul posto, al centro di comando, per rendermi conto personalmente della situazione”.

La moglie del sindaco Biondi, Elisa Marulli, ha invece preso le sue difese: “Un cittadino, un primo cittadino, un uomo, un padre” scrive su Facebook. “Ieri ho visto un papà staccare dal suo amatissimo lavoro, pesante e bellissimo. Era tardi, ma ci teneva comunque a stare con i suoi figli al mare come aveva promesso loro. Appena arriva, un bacio ai bimbi che vanno di corsa a nanna. E prima di ripartire si confronta, in un contesto rilassato, con collaboratori e colleghi. Di cosa si parla? Di fuoco, ma anche di qualche leggerezza forse, per scaricare la tensione. E poi questo papà riparte perché il lavoro già chiama. Sono una cittadina anche io. E ho giudicato tante volte. Da qualche anno ho invece imparato (a mie spese) che le apparenze, le parole scritte o urlate, ingannano quasi sempre” conclude.

Ecco il video dell’alterco (precedentemente pubblicato su Facebook a questo link):