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“Black out”, il libro che racconta il lockdown attraverso l’arte e la cultura

L’Aquila. Raccontare il lockdown attraverso le varie forme dell’arte: musica, letteratura, cinema, teatro, danza, pittura, scultura, tv, radio, web. Questo è il tema portante di “Black Out – dietro le quinte del lockdown”, primo lavoro editoriale realizzato da The Walk of Fame, magazine specializzato in ambito culturale. Il libro, stampato in Abruzzo, si propone come testimonianza dell’impatto avuto dalla pandemia di Covid-19 sull’universo culturale italiano, e non solo. Propone al suo interno interviste esclusive, riflessioni e articoli pubblicati dalla redazione di The Walk Of Fame durante quei giorni.

Un focus originale su un tempo sospeso, fatto di quartieri dalle strade deserte ma con finestre e balconi carichi di suoni, immagini, storie e aneddoti per esorcizzare la paura e per virare le luci al grigio. Un diario collettivo scritto senza soluzione di continuità per non dimenticare ciò che è stato. Una volontà, quella messa su carta dalla redazione del magazine, di celebrare il lato artistico dell’essere umano, vero antidoto alle straordinarie difficoltà vissute. Diviso in capitoli tematici, il libro tiene conto anche dei cambiamenti e delle difficoltà riscontrate nei vari settori artistici, sia per chi produce cultura, sia per chi ne fruisce. Cinema e teatri chiusi, concerti cancellati, interi tour e produzioni rinviati al 2021 con l’unica magra consolazione della musica in diretta streaming. Dinamiche e vicissitudini che accomunano piccoli protagonisti dell’underground locale a nomi sacri del panorama internazionale.

“L’obiettivo alla base della stampa di Black Out è duplice”, spiega il giornalista di Avezzano (L’Aquila) Federico Falcone, direttore responsabile del magazine,”da un lato vi è la volontà di rimarcare, una volta di più, l’importanza del settore cultura in Italia, imprescindibile volano di valori umani e fondamentale perno cui far ruotare l’economia del Paese. Nelle sue numerose sfumature vede coinvolte milioni di figure professionali, non solo artistiche. Dall’altro lato, però, vi è la necessità di ridare fiducia, speranza e coraggio anche attraverso l’arte”.