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Blitz delle Iene, la Toffa accende i riflettori sull’eletrodotto Villanova -Gissi

Pescara. E se l’elettrodotto crolla? E’ questa la domanda che ieri sera Nadia Toffa si è posta visitando insieme a degli attivisti abruzzesi la terra dove sorge l’elettrodotto Villanova – Gissi. In alcuni tratti, infatti, il terreno sotto ai tralicci starebbe crollando e la paura dei residenti e dei movimenti che stanno seguendo la vicenda è proprio che la situazione possa precipitare da un momento all’altro. In Abruzzo ci sono circa 150 piloni che fanno parte del progetto che porterà l’energia dal Montenegro. Ben 55 di questi si trovano su un’area a rischio idrogeologico con elettrodottouna pericolosità elevata. Augusto De Sanctis, che da anni lotta contro l’elettrodotto,  e Francesco Stoppa, docente di geologia all’università di Chieti, hanno spiegato la pericolosità di questo progetto e soprattutto dei tralicci posizionati su una terra non stabile. Inoltre, come spiegato da Maria Paola Di Sebastiano del comitato “No elettrodotto”, l’opera è vicina a un metanodotto e questo potrebbe essere pericolosissimo per il territorio. Secondo De Sanctis e Di Bastiano, inoltre, non ci sono gli studi idrogeologici sul terreno dove sorge l’elettrodotto anche se la Terna, società che ha realizzato l’opera, non conferma. La Regione ha parlato di una delocalizzazione dei tralicci, ma soltanto dopo che erano già stati sistemati sul terreno di vari comuni abruzzesi. Due residenti, che si sono opposti all’elettrodotto, ora rischiano grosso. Gli è stato inviato infatti una richiesta di danni per 16milioni di euro perchè avrebbero impedito con forza di realizzare l’opera. Oltre ai residenti anche tanti sindaci si sono opposti all’opera come Mario Pupillo, primo cittadino di Lanciano,  e Gabriele D’Angelo, di Castelfrentano. La Toffa, però, non si è fermata ed è andata direttamente dal presidente della Regione Abruzzo chiedendogli come è possibile che l’ente abbia fatto delle verifiche. “Abbiamo rappresentato questa esigenza di studio”, ha precisato D’Alfonso, “la Regione si è costituita contro usando gli spazi che aveva da quando sono io presidente della giunta. Prima hanno assunto atteggiamenti arrendevoli che purtroppo hanno avuto il loro peso successivamente. Ma non c’è spazio per fermare i lavori”. Quando la Iena incalza D’Alfonso chiedendogli perchè non ha presentato esposti lui risponde: “Io procura non ci vado perchè faccio l’amministratore”. Ma intanto il terreno continua a muoversi e le frane a crescere giorno dopo giorno.