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Bloccati dai carabinieri forestali mentre sotterravano eternit sbriciolato, sequestrata l’area

Avezzano. Sono stati bloccati dai carabinieri forestali della stazione di Avezzano mentre toglievano lastre di eternit da un tetto e successivamente rompendole e sbriciolandole, le gettavano in profonde buche scavate con un apposito mezzo.

Alla vista dei militari hanno provato anche a darsi alla fuga. Uno in particolare, quello che stava lavorando sul tetto mettendo la guaina dove erano state tolte le lastre, è scappato e i carabinieri non sono riusciti a identificarlo sul posto.

I militari hanno chiesto il sequestro dell’intera area e il loro lavoro è stato convalidato dal pm della procura di Avezzano, Ugo Timpano.

I fatti risalgono a qualche giorno fa, quando, come si legge nel verbale convalidato dal procuratore, due carabinieri forestali erano impegnato in un servizio al nucleo industriale di Avezzano. Alla vista di un escavatore che stava lavorando in un sito di circa 70 metri quadrati, poi risultato di proprietà di un imprenditore della zona, i due agenti si sono “nascosti” in un’area adiacente, da dove hanno accertato che all’interno della recinzione dove avevano notato movimenti che hanno destato il loro sospetto, ci fossero due persone che stavano nascondendo, sotterrandole in due profonde buche, delle lastre “presumibilmente di eternit”.

Sulla stessa area, su un piazzale d’asfalto, sono state viste anche due colonne delle stesse lastre, poi contate in settanta pezzi.

“Superficie di circa 70 metri quadrati all’interno della quale erano state smaltite, interrate e non, un numero imprecisato di lastre di cemento, presumibilmente eternit”, si legge nello scritto dei militari, che hanno documentato che uno degli indagati era intento a rompere e sbriciolare le lastre, un altro a gettarle nelle buche. Una terza persona, invece, era sul tetto di una struttura vicina, dove stava mettendo della “guaina bituminosa”.

I carabinieri forestali a quel punto hanno deciso di intervenire insieme al terzo componente della pattuglia.

Il sito in cui si stavano lavorando, di circa 70 metri quadrati, è stato sequestrato per “pericolo di dispersione di tracce e cose pertinenti al reato”.

All’interno del verbale in più punti si parla di materiali che “presumibilmente” corrispondono all’eternit.

Non è la prima volta che le forze dell’ordine si trovano di fronte, proprio al nucleo industriale di Avezzano, a chi smaltisce rifiuti speciali in modo illegale, sotterrandoli o lasciandoli sbriciolare sotto al sole. L’eternit, come è noto, è un rifiuto molto pericoloso in quanto danneggia la salute dell’uomo e inquina l’ambiente. Ci sono norme che ne disciplinano il corretto smaltimento proprio per questo motivo.

Gli avvocati difensori dei quattro indagati (le tre persone che stavano lavorando al sito più il proprietario del sito, che sono tutti di Avezzano) sono Paolo Palma, Mario Del Pretaro, Gianluca Motta e Gianluca Presutti.