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Blocco studentesco cambia nome a strada e diventa via Ezra Pound, è polemica a Pescara

Insorgono Rc e Anpi: "atto fascista, auspico condanna dal sindaco Masci"

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Pescara. A nemmeno quattro giorni dall’uscita del libro “Il partigiano Americano” (Ianieri editore) di Marco Patricelli che per la prima volta, dopo 76 anni, racconta la vita del partigiano medaglia d’Oro al Valore militare Renato Berardinucci (1921-1944), Blocco Studentesco, movimento giovanile di Casapound, cambia provocatoriamente nome alla strada di Pescara a lui intitolata, che per qualche ora diventa via Ezra Pound. Si tratta di un’azione portata avanti nella notte dai militanti del movimento di estrema destra, che hanno coperto il cartello stradale con un foglio su cui si legge “via Ezra Pound”, poeta e saggista statunitense. Insorgono il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, e l’Anpi.

“I giovani neofascisti hanno ribattezzato via Ezra Pound la strada intitolata a un eroe della Resistenza in Abruzzo. Parlo di fascisti perché il logo sul foglio è di un’organizzazione studentesca di quelli che si definiscono ‘fascisti del terzo millennio’. Che si tratti di una provocazione fascista è reso evidente non tanto dall’omaggio al poeta Ezra Pound quanto dal fatto che il bersaglio scelto sia un partigiano caduto eroicamente”, afferma Acerbo, “il gesto non è un omaggio a un poeta ma un oltraggio alla memoria di un eroe partigiano che sacrifico’ la propria vita a soli 23 anni per la libertà di tutte/i. Auspico che il sindaco Carlo Masci condanni a nome della città questo atto fascista”.

“Oltre alla condanna morale e politica”, aggiunge il segretario, “segnalo ai vigili urbani che dovrebbero multare Blocco Studentesco per affissione abusiva e alla Procura della Repubblica che andrebbero individuati i responsabili di un evidente atto di apologia del fascismo. Tengo a precisare che si può apprezzare Ezra Pound senza essere fascisti, come fecero i poeti omosessuali e comunisti Pier Paolo Pasolini e Allen Ginsberg. La figlia di Pound intraprese negli anni scorsi un’azione legale contro l’appropriazione del nome padre da parte di una nota formazione neofascista”.

“Sono storicamente mani sporche di sangue quelle che hanno imbrattato la targa della Medaglia d’oro al Valor militare, il partigiano Renato Berardinucci”, scrivono la sezione di Pescara e il comitato provinciale dell’Anpi, “inutile, i fascisti non cambiano mai e restano uguali a sé stessi anche a decenni di distanza, e con l’impunità di cui godono e di cui si sentono orgogliosi, questa volta hanno oltraggiato uno degli eroi più limpidi della lotta partigiana per la riconquista della libertà. In attesa che la politica nazionale metta fuorilegge i gruppi neofascisti, chiediamo al sindaco di Pescara di adoperarsi per ripulire senza indugi la targa di via Berardinucci e di prendere posizione con la solerzia che lo contraddistingue, condannando il vile gesto”.