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Bocciata la legge “L’Aquila Capoluogo”, tuona D’Eramo (Lega): una presa in giro da parte del Pd

L’Aquila. “Gli esponenti del Pd si affrettarono a definire quella legge storica. Oggi abbiamo una risposta: sì, sarà ricordata come storica, ma solo perché costituirà una pietra miliare nella lotta alla politica delle promesse, degli annunci, delle scatole vuote, dell’approssimazione e delle prese in giro”. Così il deputato aquilano Luigi D’Eramo, coordinatore regionale della Lega, commenta la bocciatura della consulta sulla legge regionale 28 del 2018.

“La sentenza” commenta D’Eramo “è clamorosa nella sua chiarezza. Dice senza possibilità di replica che la legge esprime una mera ipotesi politica, non supportata da alcuna fattibilità giuridica ed economica, nemmeno minima. Una pietra tombale sulle leggi-proclama, del tutto prive di sostanza. Un affronto ai cittadini che sempre più spesso vengono messi di fronte a operazioni più di carattere mediatico che altro”.

“La bocciatura di “L’Aquila Capoluogo” è l’ennesima riprova dei disastri della precedente amministrazione regionale, che aveva fatto del provvedimento una bandiera – tutti ricorderanno l’annuncio di Luciano D’Alfonso sulla volontà di farne la prima legge in assoluto della legislatura, salvo poi approvarla solo in extremis in maniera rabberciata – e che invece ora viene duramente sconfessata. E’ una sconfitta anche per il Pd aquilano, che mai, nei passati cinque anni, è stato in grado di assumere un solo provvedimento utile e strategico per la città dell’Aquila e il suo territorio. La Lega aveva già sottolineato più volte le tante lacune della legge, che era stata impugnata anche dal consiglio dei ministri. La Regione rispose parlando di “meri errori materiali”. La realtà, come dimostra la corte costituzionale, è ben diversa: la legge è carta straccia. La Lega vuole fermamente invertire questa rotta e farà tesoro della sentenza della consulta: mai più annunci vuoti, solo provvedimenti di sostanza, verificabili dai cittadini” conclude D’Eramo.