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Boom di presenze al secondo Davide Cironi Live Experience

19L’Aquila. Domenica mattina erano oltre trecento gli appassionati che si sono ritrovati sui bordi del lago di Campotosto. Equipaggi venuti da ogni parte d’Italia e qualcuno anche dall’estero, uniti dalla stessa passione, quella per i motori, di cui il nostro Davide Cironi è sempre più un interprete di carattere internazionale.

Il capoluogo abruzzese è sempre stato legato alle corse automobilistiche, ma un conto sono le manifestazioni organizzate da associazioni di categoria come ACI (Automobile Club d’Italia) e ASI (AutoMotoClub Storico Italiano) un altro è un raduno privato, con una partecipazione così massiva di vere e proprie leggende automobilistiche del presente e del passato. Bolidi dei rally, esemplari unici, prototipi giapponesi da oltre 500 cv, tutte le pericolosissime “bare” turbo degli anni ’80 e persino elegantissime auto d’epoca con valore a cinque zeri. Almeno un esemplare per ogni icona dell’automobilismo mondiale era presente domenica a far sentire il suo rombo. Tanta guida, poche formalità, zero incidenti e grande coesione tra le diverse generazioni di appassionati: un raduno davvero senza età. Tra gli ospiti anche il team completo del progettista Pasquali, con cui Davide sta mettendo su la fabbrica di Supercar come collaudatore, che probabilmente sarà situata proprio nel capoluogo abruzzese e da cui riprenderà persino il nome “Aquila”. Grande successo anche per il pranzo, organizzato presso “la chioscheria” di Campotosto, con prodotti tipici molti dei quali a km zero.

“E’ stata una soddisfazione enorme, ancor più di quella dello scorso anno” ha dichiarato Davide Cironi “non pensavo nemmeno io che fosse possibile organizzare qualcosa di simile partendo dai social network, penso proprio che ormai quest’evento diventerà un appuntamento fisso. Forse di mezzo c’è anche la voglia di riscossa della nostra città che, in ambito motoristico, ha sofferto per troppi anni la mancanza di eventi come questo; ma adesso è finalmente arrivato il momento di cambiare le cose”.

Francesco Proia