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British Airways 2019, Future of Fuels: team di studenti abruzzesi vince la sfida sull’aviazione sostenibile

Foto: Environment Aeroporto Napoli

L’Aquila. British Airways ha annunciato i vincitori della sua sfida “BA 2119: Future of Fuels”. British Airways, punto di riferimento nel settore dell’aviazione, celebra quest’anno il suo centenario. Per sottolineare questo, il programma “BA 2119: Flight of the Future” della compagnia aerea sta immaginando i prossimi 100 anni del settore dell’aviazione in relazione ai carburanti, alle carriere e alle esperienza del cliente.

Il 30 novembre dello scorso anno è stata lanciata dall’allora Ministro dell’Aviazione Baroness Sugg la sifida denomianta “BA 2119: Future of Fuels”, in collaborazione con la Cranfield University, che ha invitato le università britanniche a sviluppare un nuovo o diverso percorso per raggiungere la leadership globale nello sviluppo di carburanti sostenibili per l’aviazione . La compagnia aerea ha posto la domanda su come alimentare un volo a lungo raggio per almeno cinque ore e produrre zero emissioni di CO2. British Airways ha annunciato che il vincitore della sfida è l’University College di Londra. Il team vincente è composto dagli studenti di ingegneria chimica dell’Università dell’Aquila, Fabio Grimaldi, Alex Sebastiani e Stefano Iannello, seguiti dal Supervisore Accademico Massimiliano Materazzi.

I lavori dei team sono stati giudicati sulla base di una combinazione di criteri, tra cui il potenziale di riduzione del carbonio, il livello di innovazione, il valore per l’economia del Regno Unito e la fattibilità del progetto. Le proposte finaliste sono state l’UCL: la soluzione dell’UCL trasformerebbe i rifiuti domestici in carburante per aerei, costruendo impianti per convertire i rifiuti in prossimità delle discariche in tutto il paese. Il team stima che questo potrebbe fornire 3,5 milioni di tonnellate di carburante per aerei ogni anno entro il 2050, con conseguente riduzione delle emissioni e che corrisponderebbe all’effetto di eliminare più di 5,5 milioni di automobili ogni anno.

Heriot Watt, che ha ideato una soluzione sostenibile che vedrebbe la biomassa – come il legno e le colture agricole – convertita in combustibile, producendo 2,4 milioni di tonnellate all’anno di carburante per l’aviazione. Questa soluzione eliminerebbe più anidride carbonica dall’ambiente di quella prodotta per alimentare l’aereo. Si stima che corrisponderebbe all’eliminazione dalla circolazione di tre milioni di automobili all’anno.

LSE: Christie Burley della LSE ha ideato una soluzione che raccoglie la CO2 prodotta dagli impianti industriali esistenti e la converte in carburante per aerei. Ha stimato che la sua tecnologia potrebbe produrre 1,95 milioni di tonnellate di carburante per aerei all’anno e consumare 9,7 milioni di tonnellate di CO2, ovvero circa l’otto per cento del consumo globale di CO2 nell’industria.

UCL riceverà 25mila sterline e un invito a presentarsi al consiglio di amministrazione di IAG, nonché a due delle più grandi conferenze sull’aviazione sostenibile del mondo: l’IATA Alternative Fuels Symposium a New Orleans a novembre e il Summit annuale di sostenibilità a Montreal il mese successivo.

“Siamo determinati a fare la nostra parte e trovare soluzioni per aiutare a ridurre le emissioni nel trasporto aereo che contribuiscono al 2% delle emissioni di CO2 a livello globale”, ha raccontato Alex Cruz, Chairman e Chief Executive di British Airways, “lo scorso anno British Airways ha investito in 18 nuovi velivoli con un consumo di carburante maggiore del 20%, abbiamo in previsione ulteriori 69 consegne tra oggi e il 2025 e siamo all’avanguardia nel rendere il combustibile che utilizziamo sostenibile. Siamo la prima compagnia aerea in Europa a costruire un impianto per convertire i rifiuti domestici organici in carburante sostenibile per l’aviazione con il nostro partner, Velocys e ora siamo i primi a riunire accademici delle università britanniche per collaborare con noi nel creare nuove soluzioni in relazione a questo  problema ambientale chiave”.

“C’è un’enorme opportunità per il Regno Unito di essere un leader globale nei carburanti per l’aviazione sostenibile”, ha proseguito, “sappiamo che esiste un futuro per l’elettrificazione, un percorso per rifiuti domestici organici verso combustibili a reazione sostenibili e questa competizione affronta quali altri percorsi ci potrebbero essere per decarbonizzare l’aviazione. Questa proposta vincente della UCL è incredibilmente eccitante e non vediamo l’ora di esplorarla insieme a loro “.

“La qualità dei contributi è stata sorprendente e una grande riprova del talento che esiste nelle università britanniche”, ha dichiarato Graham Braithwaite, docente e direttore dei sistemi di trasporto presso la Cranfield University e primo giudice della sfida, “siamo lieti di aver avuto l’opportunità di collaborare con British Airways nella sfida “BA 2119: Future of Fuels”, che svolgerà un ruolo estremamente importante nel fornire un’aviazione sostenibile in futuro”.

“Eravamo così eccitati solo di arrivare in finale”, ha spiegato Massimiliano Materazzi, ricercatore, Royal Academy of Engineering  presso la UCL, “ma ricevere il primo premio è travolgente. Ciò dimostra che le compagnie aeree stanno affrontando seriamente questa sfida e stanno iniziando a impegnarsi attivamente con il mondo accademico per trovare soluzioni sostenibili. Non vediamo l’ora di progredire nel nostro concetto che si spera possa vedere lo sviluppo del carburante del futuro.”

IAG, la casa madre di British Airways, investirà un totale di 400 milioni di dollari sullo sviluppo di combustibili alternativi nei prossimi 20 anni. British Airways è anche la prima compagnia aerea in Europa a investire nella costruzione di un impianto, insieme alla società di carburanti rinnovabili, Velocys, che converte i rifiuti domestici organici in carburante rinnovabil per alimentare la propria flotta di jet.