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Bufera manager Asl: Febbo chiama i Carabinieri, i medici fanno ricorso. Tordera: nulla da dire

L’Aquila. E’ bufera sulla nomina di Rinaldo Tordera a manager della Asl1 L’Aquila- Avezzano- Sulmona. Dopo le accuse a D’Alfonso di aver confezionato una delibera ad hoc e una spaccatura in seno al Pd aquilano con Cialente da una parte e Pietrucci dall’altra, che avrebbe preferito un medico del territorio al timone dell’azienda sanitaria, le polemiche sembrano inasprirsi ancora di più con l’opposizione regionale di centrodestra che minaccia di chiamare i carabinieri e con i 127 medici esclusi ed idonei a ricoprire l’incarico che si apprestano a preparare il ricorso contro la procedura di nomina. Rinaldo TorderaIl consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo è arrivato ieri a minacciare di chiamare i carabinieri pur di farsi consegnare dalla segreteria della Giunta regionale una copia della delibera del 1 marzo. Il documento è arrivato qualche ora dopo nella mani di Febbo che ha dichiarato di averlo consegnato ai suoi avvocati al fine di verificare i profili di illegittimità annunciando anche la convocazione della Commissione di Vigilanza. Ora Febbo è in attesa anche del verbale della seduta per capire come D’Alfonso abbia giustificato la figura di Roberto Marzetti quale tutor di Tordera. Ma sulla bufera che si sta abbattendo sulla sua nomina il neo manager dichiara: “Non ho nulla da dire”. Altra battaglia che si combatte sul campo sanitario e che potrebbe essere la prima prova per Tordera riguarda l’ospedale San Salvatore dell’Aquila che potrebbe subire dei ridimensionamenti in virtù del Decreto Lorenzin. A puntare il dito sul governatore D’Alfonso, l’Assessore Paolucci e la sua riorganizzazione della rete sanitaria, sono il primo cittadino del capoluogo Massimo Cialente e la senatrice Stefania Pezzopane. Proprio tra le pieghe del decreto Lorenzin, sostengono i due esponenti del Pd, potrebbe esserci la soluzione per istituire in Abruzzo due ospedali di II livello, e non solo uno. L’Aquila avrebbe potuto, vista anche la disponibilità di risorse, costruire un nuovo nosocomio, come la Regione vorrebbe fare a Chieti-Pescara, avendo quindi oggi le stesse argomentazioni e gli stessi numeri di quelle città per rivendicare l’ospedale di II livello.@fededimarzio84